NARDO' - Gli argomenti di oggi sono: il voto imminente e la campagna elettorale in corso.
C’è davvero troppo nervosismo nell’aria. C’è paura di perdere e paura di vincere. Ci sono accuse ed offese. Sul fondo una città meravigliosa: Nardò. Qui affondano le nostre radici. Qui viviamo. E a me non pare manchi nulla. Al contrario! Nardò è una città ricchissima! Una città fortunata, in una terra fortunata.
Nardò è ricca e bella. Non parlo di denaro, che quello pure c’è, altrimenti non si spiegherebbero le oltre dieci filiali di banche. Parlo di natura, di intelligenza, di sensibilità artistica, di storia. Non credo manchi davvero nulla a questa città. Per cui non ho intenzione di ascoltare chi urla contro il presente.
Non giudico nessuno: un tempo ho urlato. E più schiaffi prendevo dalla vita, maggiore consapevolezza cresceva dentro di me. Ora, finalmente, posso godere della bellezza che mi circonda. Passeggiare per Nardò, per le sue marine, per le sue campagne, per il suo magnifico parco provoca un’estasi per ogni senso.
Il 5 maggio inizierà ufficialmente la campagna elettorale. E siamo già saturi di violenze verbali e i toni sono incredibilmente alti.
La civiltà non corrisponde al grado di bellezza di questa nostra città. Possiamo prenderne atto. Dipende da ciascuno di noi.
Possiamo confrontarci. Possiamo proporre le nostre idee. I candidati propongono, i cittadini votano. Non è così difficile. Il potere è nelle mani dei cittadini. Se loro riterranno comunque più utile votare il parente piuttosto che un candidato che stimano, ne hanno facoltà. Questa è la nuda realtà.
La mia verità racconta di candidati che si affannano a cercare parole, slogan, ideali. Non c’è più una visione d’insieme. Non c’è più da tempo. Non solo a Nardò.
E’ abbastanza chiaro che non c’è spazio per le rivoluzioni. E’ abbastanza chiaro che non c‘è alcuna “novità” nel panorama degli schieramenti che si presentano al voto. Tutto è già noto, già visto.
La differenza, a questo punto, è nei modi. Nella consapevolezza di essere semplicemente umani, con le proprie capacità e le proprie debolezze. Nella consapevolezza che l’onestà non è una maglietta che si indossa e poi si dismette. Nella certezza che i valori, i principi, le ideologie appartengono al mondo delle idee (chiedere ai liceali, per credere). Possiamo fare affidamento solo su questo. Nessuna contrapposizione! Nessuno scontro! Mettiamo in campo i nostri modi, la nostra umanità. Non mi sento migliore di nessun’altro. Non credo che nessun altro sia migliore di me. Siamo esseri umani che possono costruire un livello di civiltà più alto. Insieme, anche se in coalizioni differenti.
(Alfredo Ronzino)
















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