NARDO' - In cinque punti schematici, ecco perché qualcosa non torna in questa decisione di aumentare il carico fiscale.
Il sindaco Mellone annuncia con l’aria di un marziano appena atterrato in comune una stangata sulla tassa dei rifiuti del 14%.
E’ un pugno nello stomaco dei cittadini, già burlati dallo stesso Mellone in campagna elettorale con la promessa di Pinocchio (proclamata in totale malafede) di una riduzione addirittura del 30%.
Le giustificazioni oggi offerte dal sindaco Mellone fanno ridere poiché:
1. Il contenzioso con Progetto Ambiente che riguarda l’adeguamento dei costi dello smaltimento dei rifiuti per i comuni era stato già deciso dal Consiglio di Stato nell’ottobre 2016. Se ne doveva già tenere conto, al massimo, con il piano tariffario 2017. Non averlo fatto è stato un evidente errore. Le sentenze più recenti sono, comunque, del maggio 2018 e si limitano a confermare quella di due anni prima. Secondo la legge entro il 30 settembre 2018 il piano tariffario 2018 doveva in ogni caso essere aggiornato. Perché non si è fatto?
2. I debiti con la provincia sono stati inspiegabilmente accantonati con plurime violazioni di legge. Non si comprende chi possa aver dato a Mellone una direttiva così sbagliata. La mia amministrazione pagò il tributo senza mai aumentare la tariffa.
3. I costi dei rifiuti, nonostante la raccolta differenziata, anziché diminuire aumentano. E sono cresciute anche le spese per il personale. Da quest’anno Mellone ha deciso di mettere a carico delle famiglie anche il compenso di un nuovo consulente. Perché Mellone non dà spiegazioni?
4. Prendersela con Renzi è patetico. Mellone forse ai riferisce alla norma che obbliga i comuni a tenere in conto nella redazione del piano tariffario dei crediti inesigibili. E’ una norma corretta perché impedisce ai comuni di indicare fittiziamente a bilancio crediti che in realtà non saranno mai incassati.
5. Il bilancio di previsione 2018-2019-2020 è stato approvato dal consiglio comunale il 2 marzo 2018. Tutte le circostanze di cui si parla erano già note all’amministrazione comunale. Evidentemente si preferì approvare un bilancio di previsione “fasullo”. Ricordo che dopo l’approvazione Mellone commentò: “Erigiamo nuovi muri di speranza”. Ma erano chiaramente muri di cartapesta.
Marcello Risi (ex sindaco)
















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