NARDO' - Legittima la pianificazione, respinti definitivamente gli appelli di tre privati. Una conferma ulteriore del buon lavoro svolto dalla precedente Amministrazione. Così, almeno, l'attuale giunta può dire di trovarsi qualche risultato valido. Ma grazie, ancora una volta, ai predecessori.
Il Consiglio di Stato “blinda” il Piano Comunale delle Coste respingendo definitivamente tre appelli di privati che hanno impugnato gli atti (in particolare la delibera di Consiglio comunale del 31 luglio 2017) con cui l’amministrazione comunale ha approvato l’importante strumento di gestione e regolamentazione del territorio costiero. In tutti e tre i casi già il Tar Lecce, due anni fa, si era espresso a favore delle ragioni del Comune di Nardò e della Regione Puglia dichiarando i tre ricorsi, per motivi diversi, inammissibili o infondati.
Si tratta del proprietario di un ristorante di Sant’Isidoro, di una società titolare di un’altra concessione demaniale in località Serra Cicora e, infine, di una società proprietaria di un ristorante/bar in località Lido dell’Ancora. Le previsioni del Piano rendono incompatibile la permanenza delle rispettive concessioni demaniali alla scadenza delle stesse.
Il Consiglio di Stato, con tre diverse pronunce della Sezione Quarta, pubblicate tutte il 13 febbraio scorso, ha ribadito le ragioni di Comune e Regione e quindi, la congruità della pianificazione ai principi costituzionali e dell’ordinamento. A fronte di rilievi di diverso tipo, ha sancito la legittimità formale e sostanziale del Piano Comunale delle Coste, che individua quindi in modo corretto le modalità di utilizzo del litorale marino e ne disciplina altrettanto correttamente gli usi, sia per finalità pubbliche che per iniziative private. Per il Consiglio di Stato nessuno dei tre appellanti può vantare una posizione giuridica soggettiva in grado di legittimarlo al rinnovo della rispettiva concessione, ma solo l’interesse a partecipare a una procedura di evidenza pubblica per l’affidamento delle aree “concedibili”.
Le tre pronunce condannano i rispettivi appellanti al pagamento delle spese, oltre gli accessori di legge, nella misura di 2 mila euro in favore del Comune di Nardò e di 2 mila euro in favore della Regione Puglia. L’ente è stato rappresentato e difeso in giudizio dagli avvocati Francesco Fabrizio Tuccari e Fernanda Quaranta.
È utile ricordare che il Comune di Nardò è tuttora uno dei pochi Comuni pugliesi dotati di un Piano delle Coste approvato in via definitiva.
















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