NARDO' - "In un periodo emergenziale come quello che stiamo vivendo nostro malgrado, tutto prende un significato diverso, le priorità cambiano e spesso ci ritroviamo a fare quello che mai avremmo immaginato".
Quando i sindaci cominciano ad assumere il ruolo di "sceriffo" anche tramite precipitose ordinanze, evidentemente sono costretti a farlo per tutelare la salute di tutti dall’incoscienza di alcuni che, nonostante i divieti, escono di casa senza motivo, per futili spese o vanno a correre a piedi o in bicicletta, scoprendosi improvvisamente atleti, manco si dovessero preparare alle olimpiadi, peraltro slittate a giorni migliori.
A tal proposito gli esempi che riportano le cronache sono tantissimi, su tutti le sfuriate pubbliche del sindaco Decaro e del sindaco Raggi negli affollati parchi delle proprie città. Il sindaco è l' autorità cittadina e il fatto che non si limiti a stazionare nei pressi della sua scrivania in giorni così difficili, ma preferisca scendere in strada per tastare personalmente il polso della situazione contingente che stiamo vivendo, al fianco delle forze dell' ordine, non è assimilabile ad uno sfizio di visibilità ma è un' ulteriore assunzione di responsabilità nei confronti dei suoi concittadini.
La libertà di espressione è sacrosanta in ogni momento, intervenire per dare un contributo costruttivo è sensato, doveroso e apprezzabile, al contrario ricorrere a citazioni letterarie per ergersi a Catone in cattedra, dando valutazioni sommarie, distribuendo diktat dalla poltrona domestica, che lasciano trapelare un livore critico fuori luogo e a prescindere, sminuisce ogni eventuale buona intenzione trasformando il tutto in una forma di opposizione e di rifiuto di tutto quello che personalmente non piace.
In ogni anbito dare giudizi è facile, fare le cose un tantino meno. Ci sarà tempo per esaminare ogni cosa, ci sarà tempo per essere partigiani in opposti schieramenti, per tirare le somme e per affidarsi al giudizio dei cittadini ma non ancora. Tutto è perfezionabile perché ci sono solo due uomini perfetti: uno è quello che non c'è più e l' altro è quello che non è mai nato.
Marcello Cazzante
















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