NARDO' - Ho sperato che almeno in un momento così grave la strumentalizzazione del dolore e del pericolo non dovesse esistere. Ho pensato che il buon senso e l’amore per la propria comunità dovesse prevalere.
E invece neppure questa tragedia che stiamo vivendo basta a fermare Mellone, con i suoi post, i suoi selfie, i suoi proclami.
E’ triste constatare come un Sindaco possa continuare imperterrito ad anteporre al bene dei cittadini di Nardò il proprio tornaconto elettorale. E’ triste constatare come sprechi il suo tempo a fotografarsi con la felpa che gli hanno regalato, mentre di notte va a pregare, con tuta e mascherina quando sovrintende alle operazioni di sanificazione, di controllo del traffico, dei supermercati, mentre consegna le pizze (e naturalmente tutto questo per il solo tempo di un selfie).
E’ triste come non si renda conto della sua superficialità. Come non capisca che il tempo e le energie di un Sindaco andrebbero spesi per pianificare una seria macchina organizzativa che venga incontro alle innumerevoli necessità (di vario genere) dei suoi concittadini, per studiare un concreto piano di sostegno economico alle varie categorie maggiormente in difficoltà in questo momento. Ha persino trovato il tempo per un proclama contro il discorso di Conte, per rinfacciare al governo ciò che, nella sua miopia, non ha pensato avrebbe potuto fare lui stesso, nel suo piccolo, per il proprio comune.
Anzi, mentre “rimproverava” Conte, Mellone continuava a spendere (oltre 100mila euro) per progetti o incarichi legali non certo oggi di vitale importanza. E nella sua arroganza pretendeva di imporre (di sua iniziativa) chiusure ad attività commerciali di beni di prima necessità (che nel comprimere gli orari di apertura avrebbero provocato quegli assembramenti che invece si vogliono evitare), salvo poi fare marcia indietro, creando confusione e disordine.
Insomma lo scopo di Mellone continua ad essere sempre e soltanto lo stesso: apparire, apparire, apparire, e fare qualsiasi cosa che gli dia visibilità e la possibilità di parlare alla sua platea di fans, per sollecitare (se non precettare) like e commenti (del tipo santo subito… o meglio “…ti dovrebbero fare un busto…”) confidando in una cassa di risonanza su tutta la popolazione.
Questo è il metodo di Mellone, e dei suoi, di amministrare il nostro paese!
E dunque, è questo che è diventata la politica a Nardò? A questo si è ridotto il ruolo e l’impegno di un Sindaco? Ad una continua esposizione mediatica personale, ad una incessante attività di propaganda (persino in un momento come questo), come se amministrare una città consistesse solo nell’acquisire consenso sui social o partecipare ad un grande fratello virtuale senza mai fine?
Confido che la gente con un minimo di senso critico, che la gente che ha a cuore le sorti del proprio paese ed il futuro dei propri figli, si renda conto di quanto sia dannoso tutto questo, ed abbia voglia di far sentire il proprio dissenso!
Maurizio Leuzzi
















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