ALEZIO - Doveva essere un normale controllo per la detenzione di alcuni animali ornamentali, ma durante il controllo le guardie Zoofile Agriambiente di Nardò e gli agenti della Polizia Locale di Alezio, si sono trovati davanti un vero e proprio allevamento avicolo abusivo formato da diverse recinzioni con all’interno un cospicuo numero di volatili di tipo ornamentale ed esotici. Almeno 260 esemplari di volatili di diversa specie (pavoni, anatre ornamentali, pavoni, fagiani, pappagalli e tante altre specie). Sul posto sono state rinvenute anche due incubatrici con all’interno molte uova non ancora dischiuse, sintomo di un vero e proprio allevamento avicolo in piena attività.
Il proprietario degli animali non è stato in grado di esibire nessuna documentazione che attesti la provenienza degli animali o di eventuali autorizzazioni sanitarie (SCIA e codice aziendale dell’allevamento). La normativa prevede che superato un certo numero di animali, gli stessi debbano essere censiti e dichiarati alla competente ASL.
I volatili sono stati tutti posti sotto sequestro cautelativo sanitario con il divieto di movimentazione, anche al fine della prevenzione della diffusione di malattie tipiche dei volatili.
Oltre agli animali sopra citati, ad aggravare la posizione dell’uomo, è stata la presenza sul posto di n. 4 tartarughe di terra (Testuggine di Hermmann) e di cinque tartarughe d’acqua (Trachemis Scripta).
Accertata la mancanza di atti comprovanti la legittima detenzione delle tartarughe, (certificazione CITES e regolare autorizzazione) si è provveduto al sequestro penale degli animali, ponendoli per il momento, in custodia del medesimo proprietario.
Naturalmente la presenza di un numero così elevato di volatili deve essere sottoposto periodicamente a controllo sanitario in quanto è reale il rischio di diffusione di malattie come l’influenza aviaria ed altre similari che possono svilupparsi dalla commistione di diverse tipologie di volatili.
Nelle ore successive il GIP convalidava il sequestro penale. Al vaglio degli investigatori ora sono altri aspetti che necessitano di approfondimenti.
Che cos’è l’influenza aviaria?
“Di influenza aviaria si parla dal 1996, anno in cui sono iniziate una serie di epidemie da virus H7 (H7N7 e H7N9) e H5 (nella sua variante H5N1) che hanno colpito vari Paesi, compresi quelli europei (2005-2006). In Italia, dal 1997 in poi si sono verificati diversi focolai tra uccelli domestici e selvatici, soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. L’ultimo caso in un allevamento nel Lodigiano. Il ceppo riscontrato (H5N8) non è pericoloso per l’uomo: circola in Europa dalla fine del 2016.
«L’influenza aviaria è una malattia dei volatili causata da un virus dell’influenza di tipo A (orthomyxovirus) - risponde Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità -. Può contagiare quasi tutti i tipi di uccelli, con manifestazioni da molto leggere a molto gravi e contagiose. In questi ultimi casi la malattia insorge in modo improvviso, seguita spesso da una morte rapida dell’animale. Si conoscono almeno quindici sottotipi di virus influenzali che infettano gli uccelli. La maggior parte dei casi di trasmissione all’uomo è stata causata da virus di tipo A, sottotipi H5 e H7. A seconda della combinazione di proteine sulla superficie del virus (H = emoagglutinina, N = Neurominidasi), il virus acquisisce una denominazione diversa (H5N1, H7N9, ecc.). I più pericolosi sono i sottotipi H5N1 e H7N9».
Vincenzo Manieri

















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