NARDO' - Per i migranti in quarantena, cosiddetta “fiduciaria”, è in corso la redazione di un piano rigoroso da parte della prefettura. Per ora l’unico centro accreditato e convenzionato con l’ufficio del Governo è a Santa Cesarea, dove sono state ospitate le trentadue persone sbarcate qualche ora fa a San Cataldo.
L’intenzione è, però, di reperire altre strutture pronte ed efficienti. In pole position, ad esempio, c’è l’Oasi Tabor delle Cenate di Nardò, un grande albergo di proprietà della curia di Nardò Gallipoli. Sarebbe una situazione ideale perché Tabor è una struttura funzionante anche in bassa stagione ma quest’anno, come sta accadendo ovunque, rischia di rimanere senza le ricorrenti prenotazioni che riguardano il turismo religioso.
Più centri disposti all’accoglienza si troveranno e meglio sarà per affrontare la probabile ondata di sbarchi, che ora rappresenta un problema in più: si deve, infatti, alzare il livello della vigilanza da parte delle forze dell’ordine.
Un conto è, infatti, se queste persone arrivano con le Ong sulle navi. In tal caso il periodo di quarantena va trascorso a bordo dell’imbarcazione che le ha trasportate. Se raggiungono, invece, le nostre coste con i cosiddetti “sbarchi autonomi” devono essere alloggiate in qualche luogo protetto dove occorre la vigilanza delle forze dell’ordine. Sono persone libere, perché richiedenti asilo, ma appare evidente che dovendo rispettare i quattordici giorni di quarantena, per il problemi della prevenzione dal virus, l’attenzione deve raddoppiare.
A Santa Cesarea c’è già una struttura privata che ha partecipato ad una regolare gara ed ora è pronta ad ospitare i migranti approdati qualche giorno fa a San Cataldo. Si tratta di uomini, quattro donne e nove minori provenienti dalla Siria, dalla Palestina, dall’Iraq e dall’Egitto. Un problema ulteriore è quello del distanziamento necessario da osservare in casi come questo. Infatti non si potrebbe, teoricamente, considerare la ricettività reale della struttura ospitante ma bisogna pensare “alla metà”: se ci sono 50 posti disponibili è necessario fare affidamento su 25.
Otre ai requisiti tecnici, dunque, bisogna valutare anche quelli sanitari e prendere in considerazione l’ampiezza della sala da pranzo, degli spazi comuni, dei luoghi di ritrovo. Una serie di caratteristiche che rendono ancora più complessa l’opera di reperimento di questi alberghi. A Nardò, si diceva, l’Oasi Tabor sembra l’ideale e per questo sono stati effettuati ieri i primi sopralluoghi di Asl, vigili del fuoco e forze dell’ordine. Poi è distante dai centri abitati e facilmente controllabile perché ha un grande parco tutt’intorno. Nata come foresteria e ristrutturata con i fondi del Giubileo del 2000, da diversi anni è un centro d’eccellenza per il turismo convegnistico e religioso in Italia, facendo anche parte di uno speciale circuito.
















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