NARDO' - "Mai nel nostro paese la politica ha attraversato un periodo così buio. E mai i contenuti hanno perso così di valore rispetto agli attacchi personali verso gli avversari politici, o alle fake news e agli slogans per prendere in giro i cittadini".
Il ruolo di un sindaco è quello di riuscire ad interpretare le potenzialità del territorio e le aspettative dei propri concittadini, per tradurle in progetti che migliorino la qualità ed il tenore di vita della collettività. E’ quello di lavorare per far crescere la propria comunità, assumendosi la responsabilità di scelte che guardino all’interesse generale. E non invece quello di raccontare una Nardò da paese dei balocchi (con piscina, palazzetto e punto nascite inesistenti) o prodigarsi nelle piccole faccende personali al fine di accontentare i propri elettori ed acquisire maggiore consenso, e al più imbellettare il nostro paese con due rotatorie e un gran toro.
Nardò ha bisogno di essere governata. Ha bisogno di investire sullo sviluppo urbanistico attraverso l’approvazione del Piano Urbanistico ispirato al recupero dell’edificato esistente, che consentirà l’apertura di nuovi cantieri, con possibilità di lavoro per imprese, professionisti, artigiani e commercianti. Ha bisogno di pianificare una seria promozione del territorio per dare nuovo impulso al turismo (la nostra leva economica più importante), così da creare nuova economia e nuovi posti di lavoro per i nostri giovani. Ha bisogno di riprendere quel lavoro di riqualificazione e rivitalizzazione del centro storico (il nostro maggiore attrattore turistico) attraverso severe azioni di tutela e controllo del territorio, attraverso progetti per una sua maggiore valorizzazione (arredo urbano, recupero delle facciate, chiese aperte) e un maggior decoro.
Nardò deve saper promuovere le eccellenze del comparto agroalimentare con progetti mirati, così da farne occasioni di promozione turistica con eventi che sappiano valorizzare e far conoscere in nostri prodotti oltre confine. Ma soprattutto Nardò ha bisogno di crescere culturalmente, di far funzionare i suoi musei (e non di chiuderli come succede per il museo della memoria e dell’accoglienza), di far conoscere ai turisti la nostra storia, ed al contempo di motivare alla crescita i nostri giovani con nuovi spazi di aggregazione e con eventi culturali di alto profilo in grado di coinvolgerli e migliorarli (mentre questo sindaco preferisce organizzare barbeque, notti bianche, trasformando le nostre piazze in discoteche all’aperto dove restare accalcati fino a notte fonda a bere, persino in tempi di Covid, e far crescere i nostri ragazzi a mojto e facebook).
Insomma i neretini devono pretendere che Nardò cresca economicamente e culturalmente, così da assicurare benessere e futuro alle nuove generazioni.
Mellone, attraverso le sue scelte, ha dimostrato in questi anni di non saper lavorare per le priorità di questo paese. E’ questo il tema su cui bisogna confrontarsi con chiarezza con gli elettori. Specie con quelle persone (molte anche in buona fede) che sono convinte che Mellone sia un buon sindaco, perché… ”HA FATTO TANTO” anzi… “STA’ FFACE TANTU! In realtà il suo disegno è un altro. Realizzare non ciò che serve effettivamente al paese, ma ciò che serve alla sua infinita campagna elettorale a spese dei cittadini. Tant’è che in quattro anni ha imprigionato il paese in una morsa di transenne e mattoni per opere superflue, al solo fine di potersi autocelebrare coi suoi selfie e con lo slogan martellante dei ” mille cantieri”. Concentrando la spesa di milioni di euro sull’unico settore dei LL.PP.
Nulla invece questo sindaco è riuscito a fare per migliorare concretamente le nostre condizioni e prospettive di vita. E’ come se il buon padre di famiglia, per ostentare il benessere dei propri figli, decida di spendere tutte le sue risorse in costosi giocattoli e divertimenti, ma poi non si preoccupi di nutrirli, di far vivere quei figli in un ambiente sano e pulito, o che siano decorosamente vestiti, che abbiano dei libri per studiare e crescere culturalmente, e una prospettiva di lavoro per rendersi indipendenti e liberi.
Credo che tutti i neretini che vorranno riflettere con onestà intellettuale su queste considerazioni, anche quelli che in buona fede hanno votato Mellone confidando in un vero cambiamento, converranno che Nardò ha il diritto di pretendere di più.
















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