NARDO' - Caro direttore, credo che dobbiamo un Ringraziamento particolare al Maestro Morricone.
Nelle musiche di Ennio Morricone ci sono i nostri ricordi di bambini spensierati ed incantati. Emozioni che oggi intravederli negli occhi dei nostri figli e nipoti, frastornati da troppo bivacco musicale, diventa un compito arduo.
Noi adolescenti non potevamo guardare “C’era una volta in America” o “Nuovo Cinema Paradiso” senza ascoltare quegli accordi musicali, o peggio non potevamo essere privati di quelle armonie sonore, di quelle opere d'arte magnifiche di un genio della musica italiana, ed internazionale.
Brani che risuonavano nelle nostre menti affascinate, inconsapevolmente gli accostavamo alle storie personali. Perché ci facevano sperare in un futuro migliore.
Si aprivano davanti a noi praterie con spazi sconfinati, mondi lontani, quelle tante Americhe, contradditorie, dal volto buono, dove anche quel personaggio “il cattivo” Lee Van Cleef ci appariva simpatico. Li vedevamo come dei giganti. Oggi introvabili.
Composizioni di musiche che Morricone ci ha somministrato come dei ricostituenti, per la crescita intellettuale, ed etica.
Non si può scrivere il brano di Sacco e Vanzetti, se non si conosce la storia dei due anarchici italiani, trapiantati in quell’America fanatica ed intollerante.
Non si può essere maestri, ed insegnare ad altri, senza aver studiato, con scrupolosità quasi maniacale, i testi di registi celebri come Sergio Leone o Giuseppe Tornatore. Per poi creare musiche che ci hanno fatto sognare.
Grazie Maestro.
Scrivo commosso e, come accade sempre, ascolto in sottofondo la magnifica voce di una divina Susanna Rigacci, che per anni ha accompagnato Morricone nei suoi concerti.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
















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