NARDO' - Non solo a Nardò, anche se a Nardò lo siamo di più. Sono nei guai anche a Porto Cesareo, Sava e Manduria. La fantasiosa invenzione di poter scaricare sul suolo (!) i reflui di fognatura viene proposta dal movimento di piazza (No-Tub e altri improvvisati che riescono a convincere la più popolista gestione mai avuta, quella dell'Amministrazione Mellone) e il Comune di Nardò la fa propria. Persino la Regione è costretta a scrivere (allegato 1) che la "soluzione" dello scarico in trincea drenante, pur essendo fantasy purissima, viene proposta su pressione popolare dalla Regione Puglia (presieduta da Michele Emiliano) al Ministero dell'Ambiente e del Mare. Ma quelli ci ridono dietro e rispondono: non c'è "nessun fondamento normativo e giuridico" in quello che chiedete (allegato 2) e respinge la richiesta. Morale: siamo in un vicolo cieco. Mellone e Emiliano hanno fatto solo perdere un sacco di tempo. E soldi, quelli che aveva individuato il sindaco Risi. Intanto la merda in mare ci va davvero: per ora solo quella di Nardò, sugli scogli di Torre Inserraglio. Ma tra poco, proprio per un accordo scellerato firmato da Mellone con Porto Cesareo, anche i reflui cesarini prodotti dal depuratore di contrada Bella Nova saranno "collettati" (ci sarà un tubo che unirà il depuratore cesarino alla rete di scarico neritina) a Nardò. E dove finiranno se lo scarico in trincea drenante non è possibile (come avete letto è stato bocciato) e nemmeno in falda, vietato per legge? Suvvia, siete intelligentissimi, rispondete. Dove finirà la merda se non in...
Dobbiamo ringraziare una persona seria. L'onorevole neritina Soave Alemanno (M5Stelle) che non ha creduto alle favole ed è andata dietro alla storia, fondamentale per lo sviluppo e la crescita di questa terra (pensate a Porto Cesareo: la stella del turismo salentino senza rete fognaria, da sempre!) stanando le lettere nelle sedi competenti. Erano state spedite il sette agosto dal ministero e in Regione e altri enti sono arrivate il dieci.
Ma come mai i cittadini non ne sapevano nulla? Di una cosa così importante, fondamentale per il territorio e la salubrità del mare e dell'ambiente, non si conosceva nessun particolare. Non avrebbero dovuto, Mellone ed Emiliano, informare subito tutti? E se non avessimo avuto la Alemanno, che si è fatta in quattro per scoprire la verità? Quando lo avremmo saputo, dopo le elezioni regionali? Troppo comodo, troppo facile.
Prendetene tante bandiere blu. Ma il sigillo della trasparenza e del rispetto dei cittadini non lo avrete mai.
Allegato 1:
richiesta_deroga_Nardo_Porto_cesareo.pdf5.4 MB
Allegato 2:
ministero_ambiente_e_mare_-_registro_ufficiale_nardò_porto_cesareo_sava_manduria.pdf493.21 KB
Allegato 3:
richiesta_deroga_SavaManduria.pdf4.48 MB
















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