NARDO' - L’affondo arriva dai nove consiglieri comunali di opposizione al Comune di Nardò: «La gara contiene riferimenti “impropri”. Calpestati i diritti delle lavoratrici socialmente utili, a cui il Comune aveva promesso la stabilizzazione».
Il bando per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico venga revocato. La richiesta arriva a gran voce dai nove consiglieri comunali di opposizione al Comune di Nardò: Lorenzo Siciliano, Paolo Arturo Maccagnano, Paola Mita, Daniele Piccione, Antonio Vaglio, Carlo Falangone, Luigi Venneri, Giancarlo Marinaci e Roberto My. Già lo scorso 28 settembre la “platea storica” delle lavoratrici L.S.U. del Comune di Nardò hanno chiesto formalmente all’ente la revoca di tale bando di gara, che interessa i prossimi cinque anni (cioè gli anni scolastici dal 2020/2021 al 2024/2025).
«Si tratta di un bando – dichiara la minoranza al completo – che contiene profonde discrasie rispetto all’applicazione della clausola sociale nei confronti dei lavoratori. Difatti – spiegano i consiglieri comunali di opposizione – il riferimento contenuto nella gara relativamente alla stessa clausola sociale di cui all’art. 50 del codice degli appalti è da ritenersi improprio poiché, come è noto, la norma prevede la stabilità del personale impiegato e non è applicabile ai lavoratori attualmente impegnati nel servizio che non siano già dipendenti dell’ente. È altresì fuorviante il riferimento al contributo della Regione Puglia nell’ipotesi di stabilizzazione delle lavoratrici, poiché detto contributo è previsto solo in caso di stabilizzazione alle dipendenze del Comune». L’accusa dell’opposizione, in sostanza, è la seguente: le lavoratrici socialmente utili sarebbero dovute essere stabilizzate come dipendenti comunali. Invece l’Amministrazione Comunale le ha fatte “rientrare” in un bando per il trasporto scolastico e altri servizi. Quindi, se il bando non verrà revocato, le lavoratrici diventeranno di fatto dipendenti di aziende private. «Questo significa – concludono i consiglieri comunali di minoranza – che le lavoratrici vengono scavalcate e lese di un loro diritto. Per questa ragione abbiamo ritenuto fondamentale presentare una proposta di delibera di Consiglio Comunale per chiedere formalmente l’annullamento del bando. Per tutelare pienamente i diritti delle lavoratrici e far sì che si attui la loro stabilizzazione. Fra l’altro tutto ciò avviene dopo una dichiarazione pubblica resa dall’Amministrazione Comunale due anni fa, con la quale il sindaco Mellone e l’assessore al Personale Gianpiero Lupo annunciarono il loro impegno a stabilizzare le lavoratrici stesse all’interno della pianta organica comunale. Un impegno, come sempre, fatto di sole parole».
I Consiglieri Comunali
Lorenzo Siciliano
Carlo Falangone
Paolo Arturo Maccagnano
Giancarlo Marinaci
Paola Mita
Roberto My
Daniele Piccione
Antonio Vaglio
Luigi Venneri
















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