Anche se da qualche anno sono tornato al Politecnico di Torino, il mio pensiero spesso ritorna all’amata Lecce.
XYLELLA... Quella sera il tramonto accarezzava gli animi con il respiro sommesso di un vento lontano. Allora il vecchio alzò lo sguardo, e dalla sommità di quel dolce rialzo, dove secoli addietro qualcuno aveva voluto costruire la masseria, guardò la sua terra. L'aveva amata e coltivata con cura fin quando, da bambino, aveva cominciato ad aiutare il nonno a curare gli ulivi. Così, negli anni, aveva imparato a conoscerli uno ad uno, e a parlare con loro.
Quegli ulivi erano stati la sua vita. Nello scorrere del tempo qualcuno, nonostante le sue cure e le sue lacrime, se ne era andato, perché il cammino della sua vecchiaia era giunto al termine, ma lui aveva sempre avuto la pazienza di veder crescere, pian piano, ogni giovane virgulto che aveva ripiantato. Ora, però, pensò che non sarebbe più stato possibile. Il suo sguardo si alzò pian piano, fino all'orizzonte della sua terra, dove restavano solamente i rami scheletrici dei suoi ulivi rinsecchiti. Avevano perso le foglie pian piano, una ad una, nonostante le lacrime che lui aveva riversato sulle loro radici, e tutte le parole che aveva speso per rincuorarli.
Era stato convinto che le sue lacrime, cosparse con cura sulle radici dei suoi ulivi morenti, avrebbero ridato loro la vita, ma così non era stato. La sera prima, così come ogni sera ormai da troppo tempo, accarezzando il suo ultimo ulivo con amore, come si fa con i bimbi, gli aveva parlato, incoraggiandolo e aveva pianto per lui, regalando le sue ultime lacrime a quelle radici morenti. Non era servito a niente, e così, mentre quel sommesso vento lontano rubava anche le ultime foglie rinsecchite, capì che il suo tempo era giunto. Così decise, e se ne andò. Trovarono solo un foglio, dove con la grafia incerta dei suoi troppi anni e delle poche scuole che aveva conosciuto, aveva scritto semplicemente "qui per sempre".
Per questo decisero che non riposasse dove tutti riposano, e lo seppellirono nella sua terra, fra i suoi ulivi rinsecchiti. Dopo poco tempo, però, su quella terra smossa e riposta, nacque un giovane virgulto, che non temeva la morte, e ora sta pian piano crescendo.
Giorgio Zavarise
















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