NARDO' - Liberiamo l’arte dall’indifferenza, dall’apatia, dalla noncuranza, dall’insensibilità, dal disinteresse, dalle incrostazioni prodotte dai ragionamenti farraginosi, dagli annerimenti conseguenti a strategie sconclusionate, dai fili che la tengono legata a fumosi interessi di parte, dai tiranti dell’ingordigia, dalle grosse liane dell’interesse individuale, dal degrado della retorica che produce solo suadenti eco di ‘colonnelli senza più esercito’, della ruggine dell’arroganza, dalle erbacce del caos e dal disordine premeditato dal quale solo pochi illusi possono pensare di trarre vantaggio e riportiamola allo splendore che merita, responsabilizzandola e facendola diventare garante del nostro splendido patrimonio paesaggistico; è il fine dell’arte, d’altronde, esiste per questo!

Ormai di fronte al rischio che corre il nostro paesaggio e la frammentazione del nostro territorio, riteniamo un atteggiamento intellettuale cieco, quello di perdersi dietro elaborate circonlocuzioni e astruse perifrasi. Necessitiamo, mai come in questo momento, di una forma solida di democrazia partecipata, per selezionare strumenti di sviluppo e scegliere il futuro secondo priorità chiare e trasparenti. E’ una questione, che, come un atto creativo sappia scegliere il momento dell’ispirazione e quindi saper vedere gli stessi oggetti (princìpi) di sempre, ma da punti di vista diversi. Interpretandoli non più come ostacoli sul suo cammino culturale, ma come opportunità, da trasformare in vantaggio per una possibile e attesa rinascita. La città può essere realmente la metafora di un’opera d’arte e segue le stesse regole d’approccio. La cultura, l’esperienza… il coraggio di rischiare che si realizza solo in quel preciso momento.
Auspichiamo una seria ‘unione’ responsabile delle associazioni culturali politiche (non partitiche), attive sul territorio neritino. Che siano in grado di porsi e proporsi come tessuto vivo dalle componenti dinamiche, utili a confrontarsi e ad interloquire con gli organi amministrativi.
La partecipazione attiva e la condivisione sociale, può fare questo. “Liberare l’arte” come forma creativa di scelta. Un’azione corale che inneschi quel cambiamento di rotta, per assumere decisioni collettive di crescita civile, assolutamente compartecipanti e funzionali alla libertà individuale.
Non è forse il momento? Non esiste una via d’uscita per scavalcare l’ostacolo. Va affrontato!
Se è SI’, allora occorrono le regole giuste per partire e non fermarsi più, fino al raggiungimento dell’obiettivo (l’obiettivo ‘naturalmente’ sono i risultati delle statistiche sulla qualità delle acque, del suolo, dell’aria, delle infrastrutture, del traffico, del paesaggio, delle presenza di turisti soggiornanti, delle 5 vele, delle bandiere blu, della qualità di vita nel centro storico e nelle marine, delle fonti alternative applicate ad edifici pubblici e non, risparmio energetico degli edifici, ed eco-compatibilità dell’architettura, ecc…).
Se è NO, allora qualcosa va assolutamente cambiata perché continuare con il freno a mano tirato, beh! Vuol dire che il team ai box, lascia desiderare parecchio e non ce lo possiamo permettere più. Non si può sbagliare ancora. Abbiamo perduto già una quindicina d’anni dando in mano ad incompetenti una fiammante ferrari che hanno tenuto in garage, FERMA pensando che il loro nome potesse aggiungere importanza alla vettura e non capendo che era la ferrari a garantirgli il passaggio alla storia (poverini)!
A Nardò, occorre necessariamente futuro!
Osservatorio sulla città, Nardò - (Le)
















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