NARDO' - Siamo stati facili profeti quando, mesi fa, scrivemmo che il “mellonismo” è ormai autosufficiente. Ha creato, cioè, una classe dirigente che in questi dieci anni (2016-2026) è stata in grado di ringiovanire totalmente la politica cittadina con nuovi protagonisti, nuove sigle e un nuovo pensiero.
Dall’altra parte, anche per una questione numerica e psicologica, questo non è successo.
A molti può non piacere questo discorso ma il 74,1% (pari a 15.408 voti) ottenuto da Pippi Mellone nel 2021 ci fece concludere che quella maggioranza sarebbe stata in grado di vincere le elezioni anche se si fosse divisa in due.
Il candidato progressista Carlo Falangone ottenne, infatti, il 15% dei voti.
Ora, di fatto, quella maggioranza si sta spezzettando.
E la nostra previsione si sta avverando: il “mellonismo” può frazionarsi in maggioranza e opposizione. Ha i numeri per farlo.
L’affermazione è suffragata dai fatti: i potenziali candidati alla carica di sindaco, quelli che hanno più verve e voglia di emergere, provengono tutti dal “mellonismo” del quale appaiono pentiti.
Partiamo da Gianpiero Lupo: l’ex qualificato assessore al Bilancio ha portato via, di fatto, la sigla di Fratelli d’Italia.
Poi la rivelazione assoluta di questo anticipo di campagna elettorale: l’ex assessora Giulia Puglia, il volto più amato dai neritini delle due giunte Mellone. Non è una frase fatta: la sua popolarità ha raggiunto anche chi non ha mai votato Mellone e i suoi gruppi tanto che qualcuno la vedrebbe bene come candidata unitaria di un fronte da contrapporre a Maria Grazia Sodero che Mellone ha già designato alla successione.
E poi la sorpresa, il nome che non ti aspetti: l’ex vicepresidente della Provincia di Lecce, Paola Mita, potrebbe candidarsi a sindaco. Segretaria cittadina di Forza Italia “condivide”, da qualche settimana, l’adesione del proprio marito (Giordano Conte) a Futuro Nazionale del generale Vannacci.
Portare “a rendita” questo legame in vista delle prossime elezioni Politiche (durante le quali FN, secondo i sondaggi, dovrebbe fare il botto) potrebbe essere la strategia di Mita.
Candidarsi a sindaco significherebbe scaldare i motori, verificare l’organizzazione e la tenuta, prepararsi alla sfida per la Camera dei Deputati a cui ambisce proprio il leghista Pippi Mellone.
E con la Lega in caduta libera chi starà con FN avrà solo da guadagnarci tantissimo.
Anche Mita proviene dal mellonismo, sia pur della prima ora.
A riprova che tutto ciò che c’è di nuovo, comprese tutte le proposte politiche attualmente in campo, viene sempre dalla stessa fonte.
E il centrosinistra? Al momento non è pervenuto anche se si dibatte da settimane nel tentativo di pescare il jolly nella cosiddetta società civile. Come se fosse la panacea di tutti i mali.
I partiti di riferimento, invece, farebbero bene a riguardarsi i numeri del 2021 (il PD si fermò ad un terribile 5,6% e il Movimento 5 Stelle ad uno sconcertante 1,5%) per pensare a costruire liste piene di persone e programmi pieni di contenuti.
Altrimenti il mellonismo e le sue gemmazioni rappresenteranno l’unico futuro. Locale e nazionale.
















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