NARDO' - Se ne sta andando, anno dopo anno, la generazione che ha costruito i pilastri dell’Italia civile e democratica.

Addio a Iolanda Paglialunga. Ci lascia una storica militante della sinistra di Nardò.
Come una coda velenosa, questo terribile 2020 si è portato via anche Iolanda Paglialunga, donna fra le più care e più coerenti di quella grande comunità di passioni e di sacrifici che è stata la sinistra di Nardò nel novecento. Ci ha lasciato il 27 dicembre.
Suo marito Raimondo Buffo, per tutti Nino, morto già da qualche anno, aveva abbracciato gli ideali della sinistra combattendo la seconda guerra mondiale sul fronte orientale. Disperso dopo la disfatta del Don (dicembre 1942) fu salvato e ospitato da una famiglia di russi.
Rientrato in Italia divenne segretario cittadino del partito comunista italiano nel periodo dal 1949 al 1951, gli anni difficilissimi dell’occupazione delle terre di Arneo.
In quelle lotte e in quella temperie nacquero le storie d’amore come quella fra Nino e Iolanda, impastate di momenti felici, di sacrifici e di politica.
Se ne sta andando, anno dopo anno, la generazione che ha costruito i pilastri dell’Italia civile e democratica. Con il sudore, con il coraggio, con l’onestà, con la nobiltà del lavoro.
Iolanda Paglialunga apparteneva a pieno titolo a questa “trama” di vissuto.
Fu candidata, non eletta, nel partito comunista italiano alle elezioni comunali del 1982, quelle del comizio di Enrico Berlinguer in Piazza Osanna, in assoluto la più grande manifestazione politica, per partecipazione, della storia di Nardò.
Un altro pezzo del grande mosaico della democrazia neritina si stacca e vola in cielo. Un forte abbraccio ai cari figli Giovanna e Palmiro e ai suoi carissimi nipoti.
Ciao Iolanda. Salutaci Nino.
Marcello Risi
















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