SALENTO - Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani, presidente Movimento Regione Salento
“L’estate è alle porte e la comunità di Porto Cesareo vive ancora il calvario dell’attesa dell’autorizzazione di scarico a mare per il nuovo depuratore, ultimato da un anno e ancora fermo.
Non ci sono ostacoli tecnici, l’Acquedotto Pugliese sarebbe pronto ad azionare l’impianto, ma manca il via libera della Regione. Allora vogliamo capire qual è l’ostacolo che impedisce di utilizzare il depuratore. Quando arriverà quest’autorizzazione provvisoria? Quando sarà ultimato il processo di adeguamento del depuratore? È incredibile il modo in cui la Regione si sta ponendo, facendo spallucce e prendendo tempo, chiudendo gli occhi di fronte questa emergenza.
Siamo tornati a sollecitare la soluzione del problema con un’altra audizione in Commissione Ambiente. Ma nemmeno oggi abbiamo ricevuto risposte precise sui tempi e siamo all’8 aprile, a ridosso della stagione estiva e dunque anche dell’arrivo dei turisti. Dopo due mesi dalla precedente audizione, la situazione è rimasta nelle sabbie mobili.
Non si può giocare sui bisogno primari e sulla salute dei cittadini; tutti vorremmo subito avere il riutilizzo delle acque reflue al cento per cento ma, ribadisco, i tempi sono lunghi e nell’immediato non possiamo lasciare in queste condizioni Porto Cesareo. Non c’è più un solo minuto da perdere: la Regione conceda subito l’attivazione provvisoria del nuovo depuratore. È questa l’unica via per cancellare la macchia ingenerosa dell’abusivismo e dell’illegalità che grava sulla comunità di Porto Cesareo, infangando questo gioiello del Salento.
La situazione si trascina da anni: è dal 2012 che l’Unione europea ha dichiarato la procedura d’infrazione ambientale. Nei giorni scorsi, dopo l'appello rivolto dal Comune di Porto Cesareo alla presidente della Commissione europea, è arrivato il monito da Bruxelles alle autorità nazionali e locali, perché è a loro che compete trovare soluzioni tecniche e amministrative idonee a garantire il trattamento e lo scarico delle acque reflue.
Dunque, la Giunta regionale autorizzi, in via provvisoria, lo scarico delle acque di Porto Cesareo in battigia a mare, nel punto in cui già scarica il Comune di Nardò. Si può fare: l’hanno ribadito l’ingegner Zotti, dirigente del servizio Sistema idrico integrato e Tutela delle acque della Regione, e il direttore Ingegneria dell’Acquedotto Pugliese, Volpe. Allora, se il problema è politico, non accetteremo altri rinvii e pretesti tecnici. Tra quindici giorni abbiamo concordato una nuova audizione, e ci aspettiamo che l’assessore all’Ambiente arrivi con l’autorizzazione in mano, per liberare finalmente Porto Cesareo dall’onta dell’inquinamento”.
















20 SETTEMBRE - GIORNATA DELLA MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI (IMI) NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI ISTITUITA UFFICIALMENTE DALLO STATO ITALIANO
DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - È il settimo numero della collana dedicata al patrimonio ecclesiastico neritino.
LEVERANO - "Per troppo tempo ho scelto il silenzio" esordisce il primo cittadino, Marcello Rolli.
NARDO' - I dubbi su ieri,le certezze di oggi, le speranze sul domani. La nota integrale di Giulia Puglia.