NARDO' - Il prof. Cristante insegna Sociologia ed è il delegato alla comunicazione dell'Università del Salento.
Credo di essere in grado, alla mia fresca età, di saper tracciare una differenza tra le mie opinioni politiche e il mio lavoro universitario, anche qualora esso preveda incarichi istituzionali. Detto in altri termini: a norma di Costituzione, qualsiasi cittadino ha il diritto di esprimere opinioni, e non mi pare ci siano limitazioni particolari per i docenti universitari.
Così negli ultimi anni mi è capitato di esprimere opinioni su diversi aspetti della politica locale, comprese le iniziative del sindaco della città di Nardò, esponente politico appartenente da sempre all’estrema destra. Mi è ad esempio capitato di recente di criticare – insieme ad altri colleghi e amici – il progetto della nuova linea di idrovolanti che dovrebbero collegare Santa Maria al Bagno e Corfù, progetto che prevede l’occupazione di parte del Giardino della Memoria – spazio voluto per sottolineare il rapporto tra profughi ebrei e popolazione neretina durante la Seconda guerra mondiale – per trasformarne una striscia in piattaforma di lancio.
Ma non è questo il punto centrale del mio modesto post. In effetti, il focus di quanto intendo scrivere non riguarda nemmeno il prode Pippi, ma il suo maggiore e più autorevole sponsor politico. Come sanno molti salentini, nei giorni scorsi il governatore Emiliano ha scritto una robusta dichiarazione che non dà adito a dubbi: nonostante ci siano in campo due candidati progressisti che cercheranno di farsi eleggere dai propri concittadini, il candidato-sindaco che Emiliano appoggia incondizionatamente è Pippi. Non è strana questa posizione, considerato che il governatore non solo si dichiara da sempre uomo di sinistra (o almeno di centrosinistra) e che sta anzi cercando di mettere in piedi una nuova formazione che faccia da collegamento tra il Pd (da cui Emiliano proviene e di cui è stato elemento di spicco per molti anni) e i 5 Stelle? Non è ancora più strano pensando che uno dei due candidati progressisti avrebbe l’appoggio sia del Pd che dei 5 Stelle medesimi?
No, non è strano. La matrice più forte di Emiliano non è infatti “la sinistra” (nonostante l’estrema duttilità dell’espressione) ma il populismo. Emiliano considera se stesso – come tutti i populisti – un essere politicamente autocreato, e che quindi non deve nessuna spiegazione a nessuno. Prendere o lasciare. Siccome ha vinto le ultime regionali anche con i voti raccolti da personaggi come Pippi Mellone, egli restituisce il favore e rilancia la sua solidarietà al sindaco neretino, malgrado le numerose dimostrazioni da parte di quest’ultimo di non aver mai rinnegato la propria militanza nell’estrema destra e di avere anzi inaugurato una comunicazione fondata sulla continua stigmatizzazione e “segnalazione pubblica” degli elementi dell’opposizione al suo governo municipale, nonché di giornalisti e di persone della società civile.
Io non risiedo a Nardò e dunque non voterò alle prossime elezioni comunali della seconda città più popolosa del Salento tra qualche settimana. Mi permetto tuttavia di sottolineare le motivazioni dell’endorsement di Michele Emiliano nei confronti di Mellone, che viene da lui descritto come una specie di gigante della politica locale, perché capace – secondo il Presidente della Puglia – di unire (?) i propri cittadini in un progetto trascinante di rinascita sociale ed economica (culturale no, perché persino la fantasia di Emiliano ha dei limiti), nonché di una fedeltà al governatore a prova di bomba.
Bene, ormai ho scritto abbastanza a lungo da rendere possibile un elegante screenshot da far approdare ai tavoli giusti. Viva Nardò e viva la democrazia. Passo e chiudo.
PS: nella foto, l’unica Pippi amata dalla mia generazione, in modo sostanzialmente post-ideologico.
















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