Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS:
«C’è un’intera comunità, quella di Ugento, che attende di poter riavere “a casa”, nel suo Museo archeologico, la “sua” statua bronzea di Zeus. Sono passati 60 anni esatti dal rinvenimento di questo reperto straordinario, simbolo della civiltà messapica, e Ugento chiede di poterlo esporre con tutta la cura del caso, facendone la punta di diamante delle sue collezioni archeologiche. È un’istanza che condivido, perché credo che la valorizzazione di un monumento tanto importante e identitario debba avvenire laddove fu ritrovato, in accordo con il Museo archeologico di Taranto dove ora è conservato. Perciò ho proposto una esposizione condivisa, e già a maggio scorso ho presentato una richiesta di audizione per discutere di questa ipotesi, mettendo intorno al tavolo della Regione il Comune di Ugento e il MarTa, le due parti in causa, che trarrebbero solo giovamento dalla condivisione di questo tesoro.
In attesa di quest’audizione, ho presentato un’interrogazione urgente all’attenzione dell’assessore alla Cultura Bray, affinché si faccia promotore di questa iniziativa, con la sensibilità che gli è propria.
Lo Zeus saettante, scolpito nel 530 a.C., dopo un complesso restauro entrò a far parte della collezione del Museo archeologico di Taranto, dove soltanto nel 2016, dopo un lungo oblio, ha trovato collocazione degna ma non centrale fra le numerose collezioni di eccezionale valore del museo. La mia idea è che la statua, come già avvenuto tra il 2002 e il 2004, possa tornare in mostra nel museo di Ugento, al posto della copia in materiale plastico esposta al pubblico. Così la città messapica, orfana del suo tesoro archeologico, potrebbe avere l’opportunità di esporre l’originale almeno per alcuni mesi all’anno, per farne il principale attrattore del suo ingente patrimonio archeologico.
È una proposta che mira alla massima promozione di un bene tanto prezioso, e sono certo che potrà trovare d’accordo tutti gli interessati, restituendo ad Ugento l’orgoglio della maternità del suo Zeus saettante».
















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