NARDO' - L’Associazione degli Emigranti è stata fondata a Nardò nel 2008 da Antonio Cavallo, a sua volta emigrante, per riunire e proteggere il bagaglio culturale comune ai numerosi neretini che dagli anni ‘50 avevano lasciato Nardò.
L’Associazione aveva sede in via Pretura Vecchia n.4, nello stabile di proprietà del Comune proprio di fronte al teatro, e con il tempo era diventato un circolo che si era arricchito di nuovi soci e nuove storie. In molti donavano fotografie che testimoniavano un passato di emigrazione da Nardò verso i paesi nordeuropei.
Fino all’anno scorso, l’Associazione vantava una collezione di 220 fotografie, esposte in una mostra permanente nella sede: neretini in stazione al momento della partenza, colti nell’ultimo saluto agli amici, carichi di bagagli lungo la via. Altre foto, più recenti, immortalano il ritorno degli emigranti in terra natìa, dopo quaranta, cinquant’anni.
Oggi, l’Associazione è chiusa.
L’attuale amministrazione ha rivendicato nel 2020 la proprietà del locale e ha chiesto ai membri di liberarlo. È stato proposto di trasferirla in un altro luogo, ma il trasloco procede lento, frenato anche dalla pandemia. I membri dell’Associazione degli Emigranti al momento non hanno più un luogo di ritrovo. Le fotografie, assieme alle valigie e alle lettere dei migranti neretini, restano accatastati nella sede storica, con l'amarezza del presidente che si pente di non averli ceduti alle istituzioni che ne facevano domanda all’estero: probabilmente lì sarebbero state più valorizzate.
Mi rammarico molto che la ricchezza del nostro territorio subisca l’umiliazione di amministrazioni incapaci di promuoverla. La mostra fotografica dell’Associazione degli Emigranti è un piccolo gioiello che dovrebbe diventare una meta culturale per turisti e scolaresche, al pari degli altri musei che abbiamo a Nardò.
Piuttosto che lasciare quelle fotografie nel buio di una sede chiusa, sarebbe stato bello spostarle altrove e realizzare una mostra fruibile da tutti.
Per noi di Collettiva la cultura è una risorsa da proteggere e valorizzare: per ogni stabile abbandonato di proprietà comunale, avvieremo processi di recupero per renderli centri culturali aperti e accoglienti. Vogliamo accogliere il patrimonio locale e la tradizione neretina, investendo in luoghi che diventeranno nuovi poli museali e tramite il confronto con i testimoni che vorranno raccontarci le loro storie.
Elsa Indiano - Candidata al consiglio comunale con Carlo Falangone Sindaco
















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