NARDO' - Com'è facile, in questo mondo di bulletti telematici, fare gratuita ironia e sbeffeggiare il prossimo per un errore. E com'è difficile, oggi come ieri, chiedere scusa ai lettori per quello stesso errore. Avete due affermazioni nette al prezzo di una. L'offerta è imperdibile.
NOTA INTEGRALE DEL PROFESSOR MARIO MENNONNA
Nel mio ricordo di Lina Falconieri ho commesso un grave errore, pur avendo a disposizione la documentazione necessaria, raccolta da me tra l’altro in più pubblicazioni e da tempo alla portata di tutti.
Chiedo scusa alla redazione di Portadimare, ai lettori e, in modo molto più intenso, alle altre due donne, tra l’altro amiche e da me molto stimate, che ho tralasciato di indicare.
Si tratta di Laura Orlando (Dc), la prima donna in Consiglio Comunale e prima assessora nel 1964, e di Ada Lezzi (Psi) per la prima volta nel 1976 insieme a Lina Falconieri e a Maria Rosaria Manieri.
Sono grato all’amico che mi ha fatto notare con garbo tale errore e ne sono grato. Tra persone intelligenti e rispettose della dignità altrui non si può e non si deve che tenere simile comportamento.
Ho subito preso atto anche perché sapevo.
Purtroppo - e non v’è scusa che tenga - per la fretta di un articolo e per la fiducia nella memoria sono incorso in tale svista.
Io sono abituato e scrivere di persone - in particolare su Portadimare -, rispettandone gli aspetti personali, che io ho potuto conoscere e la fase storica della loro testimonianza, senza alcun fine se non quello di gratificare, di rispettare e di salvaguardare la memoria, non in forma elogiativa ma obiettiva, non pensando nemmeno lontanamente di dover ad ogni costo ricercare punti oscuri del personaggio: chi è senza peccato, scagli la prima pietra!
E questo non solo per personaggi, ma anche per persone ritenute semplici che ho avuto modo di conoscere o di persone di cui ho saputo il proprio dramma.
I miei scritti lo testimoniano.
È facile commettere errori soprattutto in articoli che hanno bisogno di una celerità di pubblicazione. Ammettere gli errori è segno di maturità, di capacità di leale e rispettoso confronto e di sicurezza della propria conoscenza.
Rinnovo le mie scuse.
Mario Mennonna
















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