"Non aiutano i social, urgono interventi di prevenzione".
Il parere del Dr. Pierre Lugi Trovatello Componente la Commissione Per la Prevenzione del Randagismo Regione Puglia , nonché Guardia Zoofila.
In Italia interveniamo solo quando il problema si rappresenta, ma bisogna agire prima, facendo prevenzione da quando si è piccoli, è il pensiero del Dr. Pierre Luigi Trovatello Componente della Commissione per la Prevenzione del Randagismo Regione Puglia, e Guardia Zoofila, in merito all’escalation di casi relativi alle violenze sugli animali, in particolare cani e gatti.
L’ultimi episodi si sono consumati proprio nella nostra Provincia, in particolare: a Galatone, dove un cane è stato sparato da un cittadino poiché introdottosi all’interno di una proprietà privata, a Carmiano (LE) , dove vittime, in questo caso, sono stati oltre 10 gatti, i quali si presume siano deceduti a seguito di avvelenamento, e ancora, personaggi i quali utilizzano animali (cani), per pratiche di accattonaggio, vedasi caso di Via Trinchese a Lecce, ancora insoluto, e potrei continuare con il lungo elenco di tanti episodi che, “non nascono dal nulla” ma celano invece “una struttura antisociale” nelle personalità predisposte alla violenza per via di “disagi” emotivi che, andrebbero indagati già a partire dai primi anni di età.
“Il maltrattamento sugli animali non nasce dal nulla – spiega il Dr.Trovatello – ci si mette alla prova su animali di piccola taglia per diventare più violenti e cattivi. Esiste una correlazione tra maltrattamenti su animali con le personalità violente che sono alla base di una personalità antisociale. Questi individui sperimentano una sorta di potere in cui la prevaricazione e l’assoggettamento di animali indifesi manifestano in loro la forza per contrastare vulnerabilità che devono tenere secretate”.
In tal senso, non aiutano i social che, spesso e volentieri, creano un fenomeno che diventando di portata popolare innescano una “contaminazione sociale” che rafforza “il senso di forza” e l’esposizione “da un punto di vista malevolo” nel tentativo di ricercare approvazione o quella “quota di amore non riconosciuta”, di cui, la maggior parte degli artefici di tali episodi, sono carenti proprio nel contesto famigliare o sociale in cui sono cresciuti. “Con la diffusione a livello mediatico si innesca un fenomeno potente che rischia di spronare questi circoli viziosi. Accadeva in passato con il periodo dei sassi lanciati dal cavalcavia, adesso accade con gli animali, esseri vulnerabili e purtroppo, facile preda. Purtroppo, in molti casi, una sorta di psicopatologia di base c’è. Ci sono alcune lacune affettive importanti in questi individui, vanno visti all’interno del contesto famiglia. E me ne sono reso conto spesso quando ho fatto interventi con animali nelle scuole. A volte sono gli stessi genitori a spronare i figli. Diventa un circuito difficile da interrompere. Si passa da vittima a carnefice, il copione esistenziale diventa quello. Si legittima la dimensione della paura e del terrore, l’assenza di empatia verso un altro essere vivente. È sintomo di tante ferite nell’amore e nelle relazioni primarie, ferite che non sono state curate”.
“Sarebbe opportuno – dichiara infine il Dr.Trovatello – intervenire prima, facendo prevenzione sin da quando si è piccoli. È importante imparare a riconoscere le proprie quote di rabbia perché se si agisce con violenza non si attiverà la finestra della tolleranza emotiva che permette di accogliere emozioni nuove. Fino ad allora, chi non lavora su questo, agirà con l’impulso della sopraffazione e non avrà empatia nei confronti degli animali e neanche delle persone. Ogni cosa diventa una “red flag”. un trigger attivante, così il passato incentrato sugli aspetti traumatici si presenta nelle vesti di un soggetto che agisce in maniera violenta. La cura alla gentilezza e all’amore, questa è la strada da percorrere che renderebbe tutti liberi e protetti, ma i contesti spesso non lo permettono, per questo è necessario intervenire da subito” – conclude il Dr. Trovatello.
















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