NARDO’ - Con un colpo da maestro, forse il migliore di tutta la sua carriera, Pippi Mellone riuscirebbe a salvare capre e cavoli*.
Il sindaco avrebbe raggiunto un accordo per cedere tutti gli alberi di Portoselvaggio. L’operazione consentirebbe di ripianare i 18 milioni di euro di debiti del Comune (un debito creato da lui stesso) e dare un nuovo futuro all’ormai trascurato parco neritino. Mellone si rivela dunque un abile venditore: dopo la farmacia comunale, l'ex museo di biologia marina di Santa Caterina, l'auto blu del Comune, adesso il colpo della svolta.
La multinazionale “Andrew Packard & Co.”, con sede a North Bend, cercava da tempo una foresta vergine di pini per completare la sua offerta di legname. Trovare un accordo è stato semplice, quasi un incontro naturale tra domanda e offerta. Nelle prossime settimane saranno definiti i passaggi burocratici del caso. La Packard acquisirebbe il titolo di proprietà di tutti gli alberi di Portoselvaggio per un importo vicino ai 18 milioni di euro. A far incontrare gli emissari della società con Mellone sono stati gli amici degli amici del sindaco. Perché il moto continuo della politica può sì allontanare le carriere ma mai interrompere un forte tra persone simili. Ricordiamo, a tal proposito, che il parco è regionale e dunque servirà il benestare del vecchio sceriffo di Bari.
Mellone salva così il Comune di Nardò dall’enorme debito che lui stesso, insieme alla vicesindaca Maria Grazia Sodero, ha creato in appena 8 anni di governo cittadino. Non poteva lasciare alla sua delfina una situazione così compromessa. Lo staff del duo Mellone-Sodero studia già il piano del successivo rimboschimento con un progetto da 30 milioni di euro per piantare abeti Douglas. Potrebbe essere questo il primo annuncio della nuova Amministrazione guidata da Maria Grazia Sodero. Del resto si è sempre detto che la funzione principale dei pini di Portoselvaggio è quella “pioniera”, ovvero di preparare la strada ad altre essenze. I tempi sono maturi. Anche per nuovi debiti. Il progetto del nuovo bosco di abeti Douglas mira a zittire in anticipo le prevedibili critiche delle associazioni ambientaliste, sempre molto attente quando si parla di alberi. Quelli che sono rimasti.
Mellone, per quella che sembra un’opera gigantesca, quella che più di altre lascerà il suo segno sul territorio, ha avanzato solo due richieste. La prima, conoscendo il suo legame profondo con il ventennio nero, non ci sorprende. Mellone ha chiesto che venga creata una scritta con gli alberi, proprio come la scritta DUX sul monte Giano a Rieti. La seconda appare invece incomprensibile e riguarderebbe un piccolo cimelio in legno da regalare ai cittadini di Nardò.
*Ancora non è chiaro chi fa la parte delle capre e chi quella dei cavoli e non vogliamo fare adesso una facile previsione.
















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