NARDO' - L’altissimo numero di piccioni presenti nella nostra città è un’emergenza che ci sta facendo vivere una situazione di frustrazione e impotenza.
Basta alzare lo sguardo, tra i tetti, sui cornicioni del nostro centro storico, nella intera città, per vedere piccioni svolazzare indisturbati e se poi lo sguardo scende a terra, marciapiedi imbrattati dal guano, spazi all’aperto sporchi, tende e insegne macchiate.
I cittadini nei loro cortili, balconi e terrazze, i titolari di bar e negozi combattono ogni giorno contro l’accumulo di materiale organico composto da guano, carcasse, nidi e sporcizia.
Inoltre, il guano provoca danni agli edifici, alle superfici in legno, pietra e marmo, alle statue, ai bassorilievi e sporgenze architettoniche di interesse artistico-storico, a causa delle reazioni chimiche che compromettono i materiali e determinano costi elevati per pulizia e restauro.
E poi ci sono i sottotetti e le grondaie otturate che con le piogge diventano un problema serio per i proprietari che devono pagare interventi continui di pulizia.
L’elevata presenza di piccioni in città rappresenta anche un potenziale pericolo per la salute pubblica, comportando rischi igienico-sanitari per l’uomo e gli animali domestici, poiché questi possono essere veicolo di ectoparassiti e contribuire alla diffusione di germi potenzialmente patogeni e allergeni che mettono a rischio la salute specialmente dei soggetti più esposti come bambini, donne in gravidanza e anziani.
I dissuasori tradizionali sembrano ormai poco efficaci, non bastano più e i volatili, più ingegnosi che mai, riescono a infilarsi tra gli spazi e continuano a nidificare.
Il piccione è un uccello stanziale che nell'ambiente urbano trova le condizioni ideali per vivere, riprodursi e nidificare, in particolare negli anfratti degli edifici.
La specie inoltre ha un’elevata capacità di riprodursi e crescere, che vede in media una coppia di colombi riprodursi 4 volte all’anno con punte di 9 covate annue.
Tenuto conto del numero di piccioni alzati in volo per nidiata e dei tassi di perdita delle covate e della mortalità perinatale, si stima che una coppia produca in media 4,5 nuovi nati all’anno.
Quello dell’alto numero dei piccioni è un problema per la nostra città non più sostenibile e servono soluzioni e azioni concrete che rimuovano le cause dell’attrazione dei volatili e li dissuadano efficacemente, nel rispetto della normativa e senza ricorrere a metodi cruenti. Ritengo che sia necessario cominciare a discutere di un progetto dicontenimento numerico dei piccioni sostenuto dall’Amministrazione Comunale che coinvolga l’intera cittadinanza.
Questo piano potrebbe consistere nel valutare le soluzioni più idonee che potrebbero essere la distribuzione di mangime antifecondativo in grado di ridurre progressivamente il numero di questi volatili, la chiusura di lucernai e varchi negli immobili non abitati, la prevenzione della nidificazione e della posa attraverso l’installazione di reti e dissuasori e la riduzione della disponibilità alimentare vietando la somministrazione di cibo ai piccioni.
Per la riuscita di questo progetto condiviso e rendere responsabile e attiva la cittadinanza si può pensare di distribuire ai cittadini, alle scuole, agli amministratori di condominio, materiale informativo atto a promuovere comportamenti responsabili e buone pratiche da seguire per contribuire all’efficacia del piano magari organizzando anche momenti di confronto per eventuali chiarimenti.
Cominciamo a pensare di risolvere questa emergenza che è già diventata parte integrante della vita cittadina e non continuiamo a illuderci di risolverla ognuno a livello individuale.
Occorre un intervento concreto e pianificato altrimenti continueremo a spazzare terrazze, balconi e marciapiedi senza risolvere nulla.
Pantaleone Pagliula
















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