NARDO' - La scuola ha deciso: un cortese “no, grazie” alla proposta (imposta) del sindaco Pippi Mellone di intitolare il nuovo istituto a Sergio Ramelli, militante neofascista del Fronte della gioventù ucciso nel 1975 a Milano, e via libera a due giganti italiani dell’arte e della scienza: Ennio Morricone e Margherita Hack.
Tutto incomincia con il regalo di Natale della giunta del sindaco leghista di Nardò. Una delibera con la quale Mellone ed i suoi assessori, saltando a piè pari le prerogative dell’istituzione scolastica che è competente in materia, fa sapere di aver deciso lui il nome della scuola appena costruita in piazza Giulio Pastore: da dedicare alla memoria di Sergio Ramelli; e sarebbe pure la prima in Italia. Poi spiega: “l’intitolazione ha un significato civico ed educativo”.
Il dirigente dell’istituto, Giuseppe Alemanno, però non ne sa nulla ed apprende la novità sulla “sua” scuola dai social. Stessa cosa accade al presidente del Consiglio d’istituto, Giuseppe Ienuso, che dice: “ci sono ruoli e compiti che non competono al sindaco ed alla sua giunta”.
Infine il silenzio. La scuola fa il suo lavoro senza squilli di tromba e segue regole e procedure.
Così, dopo aver esaminato una terna di nomi, vengono fuori le proposte più apprezzate da docenti, genitori e organi scolastici: il compositore e premio Oscar Ennio Morricone che darà il nome all’istituto comprensivo, perché esiste l’indirizzo musicale, e l’astrofisica e scienziata Margherita Hack per la scuola secondaria di primo grado, la scuola media costruita, sempre dall’Amministrazione Mellone, al posto di un boschetto nel cuore della zona 167 della città e non con poche polemiche poiché ottenere i fondi rinvenienti dal Pnrr ha comportato la demolizione del “I Nucleo”, un edificio storico amatissimo dai neritini.
L’entrata a gamba tesa del sindaco neritino, insomma, è stata assorbita senza conseguenze dal collegio dei docenti che ha proposto al Consiglio della scuola tre nomi per le due intitolazioni, sei in tutto, e tra questi sono stati approvati Morricone ed Hack.
La delibera della giunta di Nardò si è rivelata, dunque, del tutto irrituale e probabilmente anche priva di fondamento giuridico ed efficacia se è vero che l’unica strada da percorrere era quella dei passaggi avvenuti all’interno dell’istituzione scolastica che ha già inviato le proposte all’Ufficio scolastico regionale di Bari che, insieme al Prefetto, valuterà le proposte.
Un processo istituzionale e partecipato come accaduto, ad esempio, a Porto Cesareo dove una lunga manifestazione dal titolo "Sei personaggi in cerca di... istituto" ha coinvolto anche studenti e famiglie con musica, opere artistiche ed iniziative volte ad individuare un nome per la scuola.
A Nardò, invece e come si è visto, il sindaco e la sua giunta hanno provato a sconfinare in ambiti non propri e appropriandosi di prerogative di altre istituzioni. Ma le soddisfazioni non mancheranno al sindaco Pippi Mellone che, in questi giorni, sta sondando la possibilità che un politico autorevole venga ad inaugurare il complesso scolastico. Negli ambienti cittadini si è diffuso già un nome illustre, quello del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, anch’egli afferente, come Mellone, alla Lega di Salvini.
















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