NARDO' - Una nota laconica mandata dal Comune alla scuola rivela il problema: probabilmente non è stata prevista la centrale elettrica per le case popolari in costruzione nel perimetro del nuovo edificio. Quindi vogliono costruirla nella scuola. Preoccupazione per le emissioni elettromagnetiche. Nei prossimi giorni è prevista una forte mobilitazione dei genitori a difesa delle prerogative e della sicurezza dell'istituzione scolastica, degli insegnenti e dei bambini..
Lo spazio già ricavato per costruire la cabina
Una enorme cabina elettrica, pare di cinque metri per due, da costruire nel giardino della scuola primaria di via Crispi a pochi metri dalle finestre delle aule dei bambini.
Questo ha deciso di fare l’Amministrazione comunale per correggere un problema sorto con la ricostruzione delle case popolari, comunali, in via di ultimazione. Le cosiddette “case minime”.
Da quel che si apprende, infatti, non è stata prevista, nella zona della costruzione, una centrale dedicata alle nuove palazzine realizzate dall’Amministrazione per sostituire il preesistente edificio. Così si è pensato di impiantarla nel giardino della scuola.
L’efficientamento energetico, infatti, non prevede un semplice contatore per appartamento ma una complessa cabina di trasformazione per la fornitura di energia elettrica a più edifici efficentati.
Ma il Dpcm 2003 (sui campi elettromagnetici) impone vincoli stringenti per le cabine elettriche poste in prossimità delle scuole.
Nemmeno c’è da dirlo: parliamo di bambini che stanno lì dentro anche per otto ore al giorno e, al di là del fattore estetico (è bella una cabina elettrica di quelle dimensioni in una scuola?), c’è un problema di sicurezza e opportunità che non va trascurato.
Di certo c’è che nei giorni scorsi sono stati estirpati alcuni alberi e cespugli intorno ai quali giocavano i bambini della materna. Era l'antipasto.
Ora, facendo la tara al problema sicurezza (tutto da verificare), ci sembra corretto che un pezzo di scuola venga sacrificato per un presunto problema di progettazione?
Sol perché le case popolari e la scuola sono di proprietà comunale è condivisibile che i due ambiti si confondano al punto da asservire le necessità ed i servizi di una struttura all’altra?
Ed è questo il passaggio nodale che non può essere sottovalutato: un impianto collegato a civili abitazioni posizionato dentro il recinto di una scuola. Puzza di disordine, di improvvisazione, di soluzione raffazzonata. Ma dove altro si vedono queste cose?
Infine le notizie tecniche: l’autorizzazione da parte del Comune di Nardò per impiantare una cabina Enel a servizio delle case "minime" di recente ristrutturazione nel cortile della scuola primaria di Via Crispi arriva con la delibera n. 58 del 12 febbraio 2026 che vi forniamo in PDF scaricabile (CLICCA QUI).
- Senza confronto ed interlocuzione sono state estirpate le essenze arboree lungo il tratto interessato dall’impianto della cabina.
- Togliere piante farà salire la temperatura (meno ombra, meno umidità) così come lo farà la presenza di una cabina contenente strumentazione elettrica e metallo.
- La Legge impone vincoli per le cabine elettriche poste in prossimità delle scuole.
- La cabina sottrarrà spazio esterno a disposizione degli alunni.
- Il Comprensivo Polo 2, infine, ha in corso un progetto che prevede la creazione di orti botanici con fondi regionali. Si potrà continuare o si perderà questa opportunità?
In definitiva la questione appare scabrosa e sicuramente sarebbe stato più utile un confronto con le parti interessate e una concertazione per trovare soluzioni condivise.
Con la sicurezza dei bambini non si può abbassare la guardia.
















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