NARDO' - Non ci sono dubbi che il sindaco pro tempore Pippi Mellone, che figli non ne ha, andrà per la sua strada come uno schiacciasassi così come è abituato a fare. Ma la sua vice Maria Grazia Sodero che dovrebbe avere, invece, figli in età scolare e che si prepara a raccogliere il testimone dallo stesso Mellone, non avrebbe interesse ad instaurare almeno il dialogo invece di mettere sempre il PUNTO fermo davanti alle decisioni del suo mentore? Ne resta un altro, di PUNTO fermo, che è ormai grande come la statua del toro con le grazie esposte a nord: con il mondo della scuola Pippi ha più di qualche problema. A margine la figura dell'assessore all'Istruzione: chi è? Dove sta nascosta? Perché non fiata?
COMUNICATO INTEGRALE
Tutti i docenti e il personale scolastico, in servizio nel plesso di Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria di Via Crispi, facenti capo all’I.C. Polo 2 di Nardò, esprimono il loro completo disaccordo sulla decisione degli Uffici comunali preposti di realizzare una cabina elettrica ENEL all’interno del perimetro scolastico di pertinenza.
La chiara manifestazione di dissenso per questa decisione presa dall’Amministrazione Comunale non può essere ovviamente legata a ragioni economiche e tecniche, non fosse altro perché queste ultime fanno capo a competenze e terminologie professionali specifiche e quindi risultano essere incomprensibili a chi svolge altre professioni e agli stessi semplici cittadini.
Si è tutti concordi dunque che le perplessità e i dubbi finora espressi, seppur talvolta in maniera approssimativa, non riguardano la progettazione e le modalità di realizzazione delle costruzioni nelle vicinanze della scuola. Non è nostra competenza farlo.
Le incertezze sono relative a questioni inerenti sia la sicurezza dell’opera in sé stessa, sia del luogo (sic!) in cui si intende procedere con l’istallazione permanente della cabina.
Il rispetto per la Scuola, istituzione educativa per eccellenza, per gli alunni che la frequentano, i loro genitori e anche per chi opera all’interno di essa con quotidiana passione e dedizione, sembra paradossalmente in contrasto con una condizione come quella che si è venuta a creare.
Decisioni prese tempestivamente e soprattutto non condivise con le parti interessate, sono per tante ragioni, ritenute dannose per tutta la comunità scolastica e non solo.
La scelta univoca di privare tutti, grandi e piccoli, di spazi condivisi e ricreativi, proprio con l’istallazione di una struttura così deturpante e anche visivamente sgradevole per un edificio scolastico, implica una condizione incongrua anche con le finalità educative che una scuola ha. Essa, infatti, comporta la mancanza di benefici salutari conseguenti alla presenza del verde, come anche la privazione di ombra derivante dagli alberi e dagli arbusti, sia all’esterno che all’interno dell’edificio stesso.
Non è superfluo evidenziare che alcune delle piante crudelmente sradicate e tranciate, in tempi e modalità alquanto discutibili, sono frutto di un percorso didattico partecipato di docenti e alunni che hanno vissuto appieno il plesso scolastico negli anni precedenti.
I concetti di decoro urbano, di cura del bene comune, di educazione alla bellezza, di sostenibilità, di cittadinanza attiva, non possono pertanto essere oggetto di decisioni di questo tipo, evidentemente legate a logiche che esulano dalle finalità per cui anche e soprattutto una scuola opera.
Appare superfluo evidenziare che l’ edificio in oggetto, presenta molte criticità importanti di natura strutturale di cui gli uffici tecnici competenti sono al corrente ormai da anni e per le quali invece finora non sono stati ancora attuati interventi significati e risolutivi.
Molte sono state le segnalazioni fatte agli uffici competenti e noto è il dispendio di risorse economiche già utilizzate, per non parlare dei disagi che tutta la comunità scolastica ha vissuto nel corso degli anni e che ancora vive. Si ritiene che questi problemi debbano avere la precedenza rispetto a questioni di altra natura.
Pertanto, si esprime nuovamente con fermezza il proprio disappunto sulla gestione della questione e con il presente comunicato si fa seguito ad una missiva già inoltrata agli uffici comunali e agli assessorati di competenza.
Gli operatori della scuola manifestano dunque la loro piena solidarietà alle preoccupazioni dei genitori degli alunni frequentanti e a quelli che frequenteranno il prossimo anno il plesso scolastico di Via Crispi, esprimono gratitudine per il loro contributo alla causa e chiedono insieme a loro di riflettere sull’importanza di individuare soluzioni alternative e condivise favorevoli, certamente a tutta la comunità neretina, senza però danneggiare quella scolastica in oggetto.
I docenti e le docenti del plesso “G.Rodari” e “Don Milani” di via Crispi di Nardò
















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