NARDO' - Colpo grosso nella notte di natale. Una banda di ladri è entrata in azione portando via oltre quattrocento pannelli fotovoltaici in un impianto sulla Nardò-Avetrana. E il giorno dopo è toccato ad una grossa ditta edile di Nardò. L'intervento della sorveglianza, in quest'ultimo caso, ha neutralizzato l'intenzione dei malfattori.

Quello dei pannelli fotovoltaici, probabilmente, è stato un furto pianificato fin nei minimi particolari ed ha visto operare mani veloci ed esperte. L'azione criminale inizia alle venti circa del 24 dicembre: ignoti rubano un camion a Galatone. L'autista procede verso Avetrana, la destinazione è un campo fotovoltaico distante appena cinquanta metri dalla strada e oltre tre chilometri dal centro neritino.
Per non farsi notare dalle auto in transito sulla provinciale, i malviventi utilizzano come ponte di collegamento un oliveto confinante l'impianto preso di mira. L'oscurità della notte gli permette di agire con molta calma. Il mezzo rubato è pieno di enormi sacchi di materiale utilizzato per riempire i divani ma viene svuotato tra gli alberi. Nel frattempo altri componenti della banda iniziano a tagliare la recinzione metallica mentre altri provvedono a orientare, in maniera strategica, le videocamere di sorveglianza. Inizia così l'opera di smontaggio dei costosi pannelli in silicio. Alla fine ne porteranno via oltre quattrocento. L'allarme scatta nelle prime ore del 25 dicembre e sul posto giunge una pattuglia della sorveglianza privata. Con la luce del giorno è impossibile non notare il camion parcheggiato a poca distanza e le inequivocabili tracce lasciate all'interno del campo. Interviene la polizia di Stato che non può fare altro che effettuare i rilievi e iniziare le indagini del caso.
Nella notte tra il 25 e il 26, invece, un controllo di routine della sorveglianza privata ha vanificato il proposito criminoso dei "ladri di rame" nel deposito di una ditta di Nardò. La struttura si presenta immersa nel buio in contrada Pantalei-Tagliate. Il tentativo di accensione da parte del proprietario, richiamato sul posto, conferma i dubbi: si illuminano solo poche lampadine. Qualcosa non va. A supporto arriva anche la polizia di Stato e in un giro di perlustrazione viene svelato il mistero. I ladri avevano sfilato centinaia di metri di cavi elettrici e dopo averli ammassati li avevano dato fuoco per eliminare il rivestimento in plastica. Il loro obiettivo era solo il rame contenuto all'interno degli involucri. La massa informe di "oro rosso" è stata poi recuperata mentre gli autori del tentato furto sono scappati senza lasciare tracce.
Andrea Zacà
















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