NARDO' - Giovanni Siciliano interviene sul piano di riconversione dell’ospedale di Nardò.
Mercoledì ultimo scorso, ho partecipato ad una riunione della maggioranza di governo cittadino nella quale si è discusso sull’opportunità, o meno di sottoscrizione da parte del Sindaco, attraverso un protocollo di intesa, del piano di riconversione proposto dall’Amm.ne Regionale.
Per quanto mi riguarda, la riunione per la discussione dell’argomento avrebbe dovuto veder presenti anche le forze della minoranza del governo cittadino. Ritengo che la manovra di riconversione possa giovare solo a qualcuno, per vedere migliorate le proprie posizioni professionali, e non sia sicuramente di giovamento alla comunità neretina.
Faccio pubblicamente una domanda al Sindaco ed a coloro, per fortuna pochissimi, che condividono la sottoscrizione di tale protocollo: “Quando qualche anno fa, la giunta Vendola, decretò la chiusura dei reparti del nostro nosocomio, chiese forse allora cosa ne pensava la città di Nardò attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa ? “ Per ciò che concerne la sottoscrizione del protocollo da parte del Sindaco, mi meraviglia molto la posizione del consigliere comunale Losavio, il quale schierandosi a favore della sottoscrizione non è in linea con quanto il Presidente nazionale del suo partito più volte ha manifestato nei confronti della Giunta Regionale Vendola. Mi dispiace caro consigliere Losavio, non si può pensare minimamente che con qualche piccolo aggiustamento all’ultima ora, si possa fare ingoiare all’intera città il rospo di un danno irreparabilecreato al nostro nosocomio; i cittadini di Nardò essendo “fecondi” nel pensiero, capiscono benissimo che è una manovra assolutamente offensiva per la nostra città.
Allora evidentemente avevo ragione io quando attribuivo all’ UDC della provincia di Lecce una corresponsabilità con l’Amm.ne Regionale nel condividere il riordino ospedaliero che portò alla chiusura del nostro nosocomio. Eppure è solo di venti giorni fa l’operazione di salvataggio in zona Cesarini dell’ospedale di Canosa di Puglia in tutti i suoi reparti. E’ quindi evidente dopo le operazioni di salvataggio di Fasano, di Lucera, di Terlizzi, di Corato, di Triggiano, di Trani, la politica baricentrica di Vendola in materia di sanità. No caro Sindaco, mi dispiace ma il sottoscritto e sicuramente tutti i cittadini di Nardò sono contrari alla sottoscrizione del protocollo di intesa per la riconversione ospedaliera del Sambiasi.
Lei Sindaco, e tutta la maggioranza che l’ha sostenuta nella campagna elettorale del 2011, nel programma elettorale aveva sbandierato come cavallo di battaglia la tutela del Sambiasi e non una riconversione che sa tanto di beffa. Tra qualche mese la Giunta Vendola dovrebbe veder finito il suo mandato. Affidiamoci alla speranza che dalle prossime elezioni regionali nasca un governo regionale presieduto da un nuovo Presidente che possa riesaminare in zona Cesarini la possibilità di rinascita del Sambiasi.
Firmando il protocollo di intesa Lei si assume una responsabilità di un operazione che i cittadini di Nardò non possono ne accettare ne comprendere. Anche se in zona Cesarini, chiedo pubblicamente, alla Vice Presidente della Regione Loredana Capone, all’Assessore Dario Stefano, al Consigliere Regionale Sergio Blasi, al Consigliere regionale Antonio Maniglio di fare l’impossibile a che si lasci ancora aperta la porta della speranza per un riesame dei provvedimenti che hanno fino ad oggi decretato la morte dell’ospedale Sambiasi.
Consigliere Provinciale Giovanni Siciliano
















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