NARDO’ - Alla scoperta del patrimonio rurale dell’Arneo. In che modo? Niente auto, ma in sella ad una bicicletta, percorrendo la ciclovia che si snoda in un percorso, selvaggio e affascinante, che va da Nardò a Manduria. È stato presentato venerdì mattina, a Palazzo di Città il primo step del «Bici Plan comunale», un progetto da realizzare a costi contenuti, sfruttando la viabilità di servizio del Consorzio di Bonifica dell’Arneo.
«Non abbiamo voluto opere faraoniche – ha spiegato l’assessore all’ambiente Flavio Maglio - perché vogliamo puntare ad una fruibilità immediata per valorizzare il nostro territorio». In una fase successiva, si coprirà il tratto tra Manduria e Grottaglie, Nardò e il Salento verrebbero perciò, collegate direttamente alla Valle d’Itria, dove la Regione Puglia sta realizzando il progetto della ciclovia dell’Acquedotto. E la redazione del progetto è divenuta obbligatoria dall’entrata in vigore della legge regionale del 23 gennaio 2013, numero 1 “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”.
Il lavoro svolto fino ad ora, è stato di pianificazione ora si punta ad una mappa di fruizione per coinvolgere le strutture ricettive ed innescare un circuito turistico florido. Il «Bici Plan» pertanto, valorizza il patrimonio di strade rurali che custodiscono la storia di Neretum: le masserie fortificate, le cripte e le lotte per l’occupazione delle terre degli anni Cinquanta, culminate nell’episodio del “rogo delle biciclette” descritto da Bodini. E su queste strade per gran parte a traffico nullo, si punterà al concetto di strada ciclabile, dove le auto saranno «ospiti» ed in cui ci saranno interventi di moderazione del traffico e segnaletica di direzione per i ciclisti. «Alcune rotte verranno descritte nella pubblicazione Ciclo.Tur.Grate con il metodo dell’itinerario narrativo – dice Cosimo Chiffi, redattore del piano, l’economista dei trasporti - Due le narrazioni principali, le vicende della terra d’Arneo lungo l’omonima ciclopista e quella di Campo Santa Croce, dal centro di Nardò fino al Museo della Memoria di Santa Maria al Bagno, senza dimenticare naturalmente il Parco». A tal proposito, si è pensato anche ad un blog o un sito internet per rendere noti tutti gli aggiornamenti e approfondimenti itineranti ai cicloturisti.
L’invito di Chiffi agli uffici comunali è quello di cercare delle risorse per collegare mediante piste o corsie ciclabili la pista ciclabile già esistente in viale Nassirya al centro cittadino, da un lato ed alle marine dall’altro. «Se riuscissimo a realizzare almeno questa pista ciclabile completa – conclude - l’area del centro storico diventerebbe zona a ciclabilità diffusa».


















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