NARDO' - Frottole ecologiche, ovvero ecoballe. Rivelato alla commissione consiliare, convocata per l'occasione (perché dirselo senza gettone di presenza non è la stessa cosa), il contenuto della conferenza dei servizi convocata negli uffici della provincia di Lecce il 28 febbraio scorso.
Il primo cittadino ha spiegato perché, in quella sede, era presente anche il sindaco di Cavallino. A sei anni dallo stop al conferimento (correva l'anno 2006), grazie al provvedimento dell'allora commissario straordinario Nichi Vendola, la proposta emersa durante il confronto appare problematica: a colmare le vallate della discarica di Castellino ci penseranno le ecoballe di Cavallino. E la rima puzza.
Si parla di 46mila tonnellate di frazione secca, amorevolmente triturata, compattata e confezionata con film di sottile plastica. Enormi involucri che (in teoria) non dovrebbero essere considerati rifiuti da gettare in discarica ma combustibile da vendere a buon prezzo a società proprietarie di "termodistruttori", mostri della tecnologia che trasformano l'immondizia in energia elettrica.
Non ha alcun senso spendere un mucchio di soldi per le lavorazioni se poi le ecoballe, sempre di pregiatissima frazione secca, finiscono in discarica come qualsiasi rifiuto non trattato. Chi ci guadagna? Ma soprattutto a pagare, non sarà mica sempre Pantalone?
I 60mila metri cubi che dovrebbero arrivare a Nardò, inoltre, non sarebbero sufficienti per effettuare le opere di risagomatura che chiedono i gestori della discarica. Sarebbe già qualcosa ma non basterebbe. E allora qualcuno pensa al peggio: con i cancelli socchiusi, con la necessità di completare l'opera ormai avviata, con l'emergenza rifiuti sempre gravissima, con la richiesta di soldi della società che gestisce l'impianto...
Non è che diventa più facile riaprire anche per pochi mesi l'immondezzaio di Nardò? Non pensiamoci, per il momento.
Le ecoballe cavallinesi sono lì, su una fredda piattaforma, da otto anni. Uno stoccaggio a tempo indeterminato. E intanto la regione Puglia ha stanziato quattro milioni di euro per gestire questa immensa pila di pacchi. Soldi che serviranno per il trasporto verso Nardò e per altre spese di gestione.
Il sindaco di Nardò, con tutta la cautela del caso, ammette: "previa verifica del contenuto delle ecoballe, guardiamo con attenzione alla proposta di utilizzare il materiale di Cavallino per effettuare i primi lavori di post-chiusura della discarica. A questo seguiranno altre fasi fino alla totale e definitiva chiusura della discarica. L'Amministrazione comunale, però, deciderà cosa fare solo dopo aver caratterizzato il materiale presente negli involucri". In commissione, dunque, non sarebbe emersa nessuna pregiudiziale contraria all'ipotesi "ecoballa". La prudenza e le perplessità spingono l'intera Amministrazione, sia maggioranza che opposizione, a chiedere controlli precisi e accurati prima di compiere qualsiasi passo.
Infatti, qualcosa potrebbe non quadrare.
















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