NARDÒ - L'Amministrazione Risi non abbandona l'intento di liberalizzare i terreni retrostanti l'Ospedale di Nardò. A denunciarlo è l'ingegnere Francesco Antico. In una lettera l'ingengnere spiega l'iter amministrativo che gli uffici comunali hanno messo in piedi al fine di rendere edificabili, per l'edilizia privata, quei settori che al momento sono destinati ad un possibile ampliamento della struttura ospedaliera.
Infatti, in data 4 marzo scorso con prot. 7080, l’Ufficio Tecnico del Comune ha inviato ancora una volta una nota all’Assessorato Assetto del Territorio (Settore Urbanistica) della Regione Puglia, chiedendo nuovamente il parere finalizzato a rendere edificatori, per l’edilizia privata, i terreni retrostanti l’Ospedale cittadino.
Il fatto grave è che questa iniziativa, oltre che andare contro le aspettative e le richieste dei cittadini, segue un precedente diniego (luglio 2012) da parte della Regione ad una prima istanza di identico tenore. La Regione, infatti, rispondeva che non era certa la sussistenza o meno di eventuali programmi di intervento di interesse pubblico su quei terreni.
Successivamente, non contento, l’Ufficio Tecnico comunale ha chiesto il parere anche alla ASL di Lecce, in merito all’interesse pubblico sui suoli circostanti l’Ospedale di Nardò e la ASL ha risposto in maniera sibillina in data 30/01/2013, dichiarando che, ad oggi, non vi sono iniziative di investimento, ma non escludendo decisamente che non ce ne saranno in futuro.
Perché la nostra Amministrazione comunale continua ad infierire contra la stessa cittadinanza, non aiutando minimamente l’azione rivolta a favore dell’Ospedale cittadino, anzi marciando quasi in senso opposto? Quali interessi ci sono dietro? Perché non muovono un dito, nonostante siano stati indicati, in modo circostanziato e preciso, azioni che possono essere definite solo dall’Amministrazione comunale?
La ricerca sul lascito Sambiasi, i terreni dei Sambiasi sparsi nel territorio e che la Regione vuole vendere, la Fondazione Sambiasi, la valutazione dei rischi sulle strutture ospedaliere provinciali, lo studio di fattibilità per l’ampliamento dell’Ospedale di Nardò, la mancanza del certificato di agibilità negli ospedali vicini, sono tutte questioni che deve affrontare l’Amministrazione comunale.
Invece siamo costretti a rilevare che, in tutta fretta, dal 12 febbraio al 4 marzo, l’Ufficio comunale scrive alla Regione per un nuovo parere sulla liberalizzazione dei suoli circostanti l’Ospedale “S. Giuseppe – Sambiasi”, non tenendo neppure in conto che c’è una richiesta di parere preventivo sullo Studio di Fattibilità per l’ampliamento dell’ospedale fino a 465 posti letto. Questo parere fu chiesto in data 29 ottobre 2011, in seduta pubblica nella sala consiliare del Comune, ed è stato sollecitato in data 2 marzo 2013 (vedi allegato).
Si è fortemente convinti, dopo tanti tentativi per liberalizzare i suoli in questione, che è necessario portare la questione in Consiglio comunale perché venga discussa nel merito, sia politico che amministrativo, prima di chiedere il parere agli uffici regionali. Infatti la pratica risale al 2007 e, da quella data, sono intervenuti tanti fatti ed elementi concreti che comportano una rivisitazione di tutto il carteggio, che va affrontato e discusso dal Consiglio comunale, prima che dalla Regione.
Perché non vogliono seguire questa strada, unica dal punto di vista democratico, che salvaguarda il bene comune? Il fatto più grave ed ingiustificabile è che l’ultima missiva del 4 marzo, inviata alla Regione, di cui si è detto sopra, oltre che dal responsabile dell’Ufficio comunale, è stata anche firmata dal Sindaco di Nardò.
Perché il Sindaco ha fatto ciò, quando poteva lasciar firmare solo il dirigente dell’Ufficio, come tutte le volte precedenti? Non è di molto tempo fa, la posizione dell’Assessore delegato, che sosteneva che queste pratiche non sono di competenza degli Assessori e del Sindaco.
E’ un fatto gravissimo che certifica come la politica cittadina sia più vicina agli interessi del singolo che a quelli della collettività.
DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
Francesco Antico (foto)

















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