NARDÒ - È giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche la luce di quell'ultima bancarella... e lo spettacolo in via XXV Luglio non è certo dei migliori. I commercianti che hanno animato la festa in onore di San Giuseppe vanno via lasciandosi dietro un letto di cartoni da imballaggio, buste e cartacce sparse a destra e sinistra. E se da un lato molti li indicano come incivili dall'altro c'è chi è pronto a difenderli.

"Pagano la tassa per l'occupazione di suolo pubblico, - chiosa un giovane neritino - ma non per questo hanno il diritto di trasformare le strade in discariche a cielo aperto. È una questione di rispetto anche per gli addetti alle pulizie". Un altro incalza "vedessi l'ordine con il quale sistemano gli scatoloni i commercianti che espongono al mercato di Ferrara: sistemano tutto agli angoli della strada, tutto riposto nei cartoni per rendere più semplice e meno faticoso il lavoro dei netturbini".
Ma a fare da contraltare ci pensa un neritino che appartiene alla categoria messa alla gogna: "i commercianti pagano per un servizio - dice -, ognuno ha lasciato i cartoni nei pressi del proprio posteggio, la ditta delle pulizie ha il compito di passare e raccogliere tutto. La mattina successiva come per magia non c'è più niente. Sembra una polemica sterile ed infantile - incalza - rivolta nei confronti di una categoria che come al solito paga, punto e basta. Se ai cittadini non piace questa formula, se ne trovi un'altra: ma i commercianti non hanno fatto nulla di male".
Alla fine, come spesso capita, in medio stat virtus: quello che chiedono i cittadini è un modus operandi dei commercianti un po' più consono e corretto, anche se la stanchezza a fine serata prende il sopravvento, ai cittadini e soprattutto agli addetti alla pulizia farebbe piacere un pizzico di collaborazione in più. L'ultima battuta però la lasciamo al difensore dei commercianti: "certo, se nel frattempo anche le tariffe diventassero "più consone" e magari avessimo anche una politica "più consona" saremmo tutti più contenti, cittadini e commercianti".
















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