NARDO' - O meglio... un euro!
Di Eulalia Mazzotta
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Mentre Nardò è alle prese con l’avvio della stagione estiva 2013, pare che l’amministrazione faccia del suo “meglio” per scoraggiare il già precario turismo nella nostra amata città.
Quest’anno, infatti, i gestori delle strutture ricettive dovranno districarsi tra i nodi poco chiari della neonata “tassa di soggiorno” e pagarne lo scotto. Parliamo di un’imposta, approvata con delibera dal consiglio comunale il 22 giugno 2012, che mira ad imporre un balzello corrispondente ad una cifra variabile tra un minimo di 1 e un massimo di 5 euro per pernottamento a persona al giorno. L’imposta, famigerata per gli imprenditori del settore, ci ricorda la mitica scena del film “Non ci resta che piangere” dove i malcapitati (Benigni e Troisi) passavano il casello dei dazi e gli veniva chiesto “Un fiorino!” ogni qual volta si oltrepassava un’ipotetica linea tracciata in terra.
Il sindaco Risi, in occasione del consiglio che ha portato all’approvazione della suddetta tassa, decantava progetti di opere e servizi realizzabili con gli introiti della tassa. Nella realtà dei fatti la Nardò che conosciamo, eccezione fatta per le bellezze naturali che nulla hanno a che vedere con l’opera dell’uomo e delle Amministrazioni, è un’accozzaglia di problematiche e difficoltà, a partire dalle strade che dovrebbero essere il biglietto da visita di una città votata a turismo.
Uso l’aggettivo “votata” perché coi propri sforzi, e contro ogni sorta di difficoltà, sfiorando il masochismo, i nostri concittadini, da anni ormai in numero sempre crescente, investono risorse economiche e umane in bed and breakfast, pensioni, ristoranti, bar, etc.. Tutto questo senza il mimino aiuto da parte delle istituzioni locali.
Abbiamo raccolto numerose testimonianze, tra queste quelle di intrepidi professionisti, i quali pur di non far fare “cattiva figura” alla comunità, dovendo motivare quell’euro in più a turisti giustamente perplessi, preferiscono sobbarcarsi personalmente la “tassa di soggiorno” e detrarla dai propri ricavi.
In questi periodi di crisi e di ristrettezze la burocrazia non decelera il suo infernale incedere ma si accanisce, tramite le istituzioni che dovrebbero, invece, limitarla, contro quelle fasce che sono il motore pulsante dei nostri piccoli centri. Purtroppo, allo stato attuale, c’è poco da fare se non augurarci che l’imposta non aumenti, dato che all’ articolo 4 del regolamento che ne disciplina obblighi, sanzioni ed esenzioni c’è la possibilità di variazioni. E proviamo a scommettere che sarebbero votate all'aumento. Invitiamo quindi l’amministrazione comunale, onde non far incappare in inutili sanzioni i nostri già tartassati operatori turistici, a pubblicizzare al meglio la discutibile iniziativa e rendere pubblico ciò che si vuole realizzare con gli introiti della stessa per la stagione 2014.
Gianluca Fedele
Comunità Militante
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