NARDO' - Si è sviluppato tutto un gran parlare attorno alla legge 10/2013 per il fatto che la stessa obbliga le amministrazioni comunali a mettere a dimora un albero per ogni nuovo nato che viene iscritto nei registri dello stato civile.
La nuova legge stabilisce questo obbligo per i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti, pone come limite temporale la piantumazione entro i sei mesi dall’iscrizione all’anagrafe e costituisce uno speciale gruppo di controllo, un Comitato Ministeriale, incaricato di monitorare l’osservanza delle disposizioni.
In realtà è un poco come scoprire l’acqua calda. Esisteva già una legge, la 113 del 1992 detta legge Rutelli dal nome dl suo presentatore che imponeva l’obbligo di piantare un albero per ogni nuovo iscritto, per nascita, agli elenchi anagrafici.
Una legge largamente disattesa soprattutto da chi aveva obbligo a farla rispettare. Non si ha notizia, infatti, di nessuna iniziativa tesa a punire il colpevole disattendere di precise norme legislative.
Per fare il caso di Nardò, basta andare a prelevare i dati dell’andamento demografico della città (disponibili sul sito Istat per gli anni che vanno dal 2002 al 2010) per scoprire che in questo solo intervallo temporale 2002-2011 per scoprire che i nuovi iscritti, per nascita, sono stati in tutto 2937 con una media annua di 326 nati; proiettando questo dato per i venti anni di vigenza della legge 113/92 precedente si può far ascendere i nuovi nati a 6520.
Dato per difetto stante il continuo calo delle nascite evidenziato dalle tabelle disponibili.
Quindi, solo nel comune di Nardò, si sarebbero dovuti piantare 6520 alberi ad incremento del patrimonio arboreo della comunità cittadina. Al contrario abbiamo contato diversi abbattimenti che sono stati, forse, nell’ultimo decennio, circa un centinaio; un centinaio di alberi eliminati senza sostituzione.
L’occasione sarebbe forse utile per pensare e realizzare un piano organico di sostituzione di essenze nel Parco di Portoselvaggio dove le piante pioniere, tipo i pini, sono arrivati alla fine del loro ciclo operativo e devono essere sostituite dalle piante definitive come lecci e roverelle. E’ quanto si sta facendo nella Foresta Mercadante nel Parco dell’Alta Murgia già da qualche anno.
Nondimeno bisogna considerare le responsabilità di quanti hanno amministrato in questi venti anni omettendo totalmente gli obblighi di legge, questi amministratori hanno omesso il loro dovere di fare rispettare norme e devono assumersene intera la responsabilità.
Bisognerebbe chiedere conto delle loro violazioni di legge aldilà della farraginosità della fattispecie di reato che richiede, nella procedura penale, la necessità di una formale messa in mora prima di ricorrere avanti al magistrato competente.
Associazione ambientalista FARE VERDE – Gruppo locale di Nardo’
Il Responsabile
Graziano De Tuglie
















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