NARDO' - "L'impianto in quel posto è pura follia" dice l'oncologo Serravezza.
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PRIMA PARTE
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SECONDA PARTE
La lotta al biogas non si arresta. Anzi la protesta si diffonde a macchia d’olio grazie all'incontro di ieri sera a Nardò. È divenuto ancora più ampio, infatti, il raggio del comitato che si oppone alla centrale a biomasse, in fase avanzata di costruzione nella zona industriale di Galatone. In difesa del territorio e per rivendicare il diritto alla salute, spesso calpestato, sono entrate a far parte tutte le associazioni ambientaliste del Salento. «Non si può non fare riferimento alla relazione dell’Arpa Puglia» dice l’oncologo Giuseppe Serravezza «nelle condizioni in cui versa il territorio, non si può accendere nemmeno un cerino». A tal proposito, nell’incontro pubblico che si è tenuto ieri pomeriggio a Nardò, Salvatore Masciullo, delle Guardie Ambientali, ha puntato l’indice contro il «biomassacro» e non è mancato l’appello di Graziano De Tuglie, presidente della consulta ambiente di Nardò e di «Fare Verde»,«dobbiamo fermare questi colonizzatori che si avvalgono di lobby potentissime». E, aggiunge: «Nel 1987 siamo stati profeti di sventura con Cerano, e a distanza di anni continuiamo a fare a dire ai tecnici di non prostituirsi per le multinazionali». Secondo l’ingegnere Antonio De Giorgi, inoltre, bisogna valutare l’uso dell’energia prodotta: «Nella maggior parte dei casi si tratta di energia motivata sostanzialmente da obiettivi aziendali di lucro, destinata ad aumentare ulteriormente il già grave esubero di produzione elettrica regionale (l’85 per cento in più rispetto al fabbisogno)». E per fermare tutto questo, oltre agli esposti del comitato e le denunce di vari cittadini, è in cantiere l’idea di raccogliere firme per un’azione legale. Il comitato «Biocontestiamo: salviamo il Salento!» si sta preparando a fare una richiesta danni per oltre 500 milioni di euro, ma saranno gli avvocati e i giudici a fissare il tetto. Si chiedono perciò, «conviene al Comune di Galatone e al proprietario dell’impianto subire una class action per il rimborso del danno provocato alle persone e all’ambiente di Nardò e di Galatone?».
È stato identificato l’autotrasportatore che sversava dei liquidi nella centrale a biomasse in costruzione a Galatone. Intanto ecco il video degli "stati generali" a Nardò.
Il comitato «No biogas» ha presentato nella giornata di sabato un esposto, corredato di fotografie e filmati, ai carabinieri della locale stazione che hanno acquisito la documentazione, informando l’Arpa e l’Asl. Sono stati effettuati i prelievi ma al momento le forze dell’ordine non hanno sporto denuncia. Intanto il comitato, a firma di Crocifisso Aloisi, Maurizio Pinca e Roberto Maglio, ha integrato l’esposto alla Procura della Repubblica, sottoscritto da oltre 500 cittadini di Nardò e Galatone, chiedendo al sindaco Livio Nisi l’immediata convocazione della conferenza dei servizi. Per quel che concerne poi, la variante bocciata il 20 marzo 2013, dicono: «Sono già stati eseguiti i lavori e ad oggi non c’è stato alcun atto sanzionatorio».
A questo punto il Sel di Galatone insorge: «Accertato l’illecito, il sindaco ha suggerito all’autore dell’abuso una sanatoria, quando è suo obbligo emanare immediata ordinanza di fermo lavori e sporgere denuncia all’autorità giudiziaria». Nell’integrazione inoltre, si rivendica il diritto del possesso dei suoli per poter accedere alla Pas (procedura autorizzativa semplificata): «La Reneawable Energy non ha alcun diritto dominicale sull’area avendo prodotto solo una proposta di acquisto perciò, si chiede l’intervento della polizia municipale per l’adozione degli atti urgenti di repressione dell’abuso edilizio e l’intervento della Procura in caso di omissione o ritardo nell’adozione degli stessi».
E riguardo lo sversamento dei liquidi invitano gli organi competenti a verificare l’eventuale sussistenza di illeciti, «se l’impianto è già in funzione e se vi sia il collaudo finale delle opere». In questi giorni, oltre a ciò, il comitato ha organizzato dei «bioconfronti» per informare la cittadinanza della realizzazione di tale impianto: il primo si è svolto domenica mattina a Galatone e l’altro si è svolto nella sala convegni "Don Gregorio Gaballo" in via Leonardo Da Vinci a Nardò.
Significativo l’intervento dell’oncologo Giuseppe Serravezza che ha considerato il progetto della centrale come una «pura follia», «in primis» per la salute delle persone e poi dal profilo economico e ideologico. «In passato mi sono beccato due denunce per procurato allarme pubblico – tuona - ma ogni anno i dati di mortalità per cancro aumentano». L’ingegnere Antonio De Giorgi ha aggiunto: «La mappatura delle biomasse in Puglia rivela che solo il triticale potrebbe essere adatto al nostro territorio, ma si rischiano la crisi idrica e la trasformazione del territorio. Eppoi il biogas quando brucia potrebbe emanare sostanze, come la diossina».
















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