NARDO' - Gli urletti partono e paiono sirene: Gabriel Garko esce dal “bunker” della ex pretura per andarsi a bere un caffè. Lo inseguono in centinaia e i poliziotti tentano con successo di non farlo stropicciare troppo. Il miracolo avviene quando una ragazzina grida: “io l'ho toccato”, e tutte intorno a guardarle quella mano santa.

Nel giorno delle riprese della fiction Mediaset ambientata a Cuba, piazza Salandra è attraversata da un'euforia senza precedenti. Si incomincia già nella notte di martedì quando un gruppo di ragazzine cerca la troupe che ancora non c'è.
In mattinata arrivano le prime automobili coloratissime, utili per ricreare l'atmosfera della capitale cubana, L'Avana. Una vettura prende pure fuoco ma arriva a Nardò intatta e pronta per il ciak. Alle 14 è già tutto pronto e si parte con le riprese con lo staff che riesce a tenere a bada le fan che, intanto, si accalcano ovunque: in via Duomo, in piazza San Domenico, in corso Vittorio Emanuele. Il sole è uno spettacolo e l'atmosfera caraibica viene ricreata subito in quella che gli addetti ai lavori rivelano sia del tutto simile ad una piazza cubana. A completare l'opera è l'attività di casting, con tantissime comparse di colore, cittadini extracomunitari reclutati in città, ma anche con tanti neritini che si guadagnano la diaria passeggiando in costume. Sono settanta euro che, di questi tempi, non fanno male.
Tutto fino alle 19 quando Garko appare “in borghese” per andare a bere qualcosa al Bar Negro e le ragazze si scatenano. Poi lo assediano nella ex pretura dove ci sono i camerini. Finisce che, a furor di popolo, l'attore esce come il papa a San Pietro, prende il megafono, saluta e chiede di poter lasciare libera la troupe di lavorare. Infatti si deve continuare fino a notte. Viola Velasco è davvero bellissima. (continua dopo il salto)

La città ne esce bene: dallo staff Mediaset che produce questa seconda stagione de “Il peccato e la vergogna” ci sono solo lodi per la bellezza del Centro storico e per l'Amministrazione comunale che si è messa totalmente a disposizione.
L'assessore Flavio Maglio è instancabile e fa anche da servizio d'ordine col megafono. Poi Nardò guadagna anche qualche minuto nel video del backstage dove il vicesindaco Carlo Falangone presenta la città. E' cinema, è vita, è festa.
La produzione della fiction Mediaset ringrazia l'Amministrazione comunale per l'accoglienza neritina: il film per la tivù con protagonista Gabriel Garko non sarà probabilmente l'ultimo in terra neritina.
L'investimento, in termini di uomini e di mezzi, da parte del Comune di Nardò non è passato inosservato tanto che in municipio, prima di ripartire, i responsabili della produzione hanno inteso raggiungere e ringraziare quanti si sono spesi per la buon riuscita delle riprese, Non solo: il sindaco, in missione istituzionale a Roma, è stato raggiunto da una telefonata dei produttori. La speranza, a breve termine, è che i set di altri film in produzione nel meridione d'Italia, soprattutto in Sicilia, possano essere spostati in zona considerata la vastità del centro storico di Nardò e la varietà dei luoghi e degli scorci che presenta. Poi il valore aggiunto, a pochi chilometri, della campagna con tante masserie – luoghi ideali per ambientare scene – e delle marine. Infine una “relativa” tranquillità con fan calorosi ma non invadenti.
Il lavoro per la fiction “Il peccato e la vergogna 2” si è concluso mercoledì sera con le scene in notturna girate davanti alla mitica fontana del toro in piazza Salandra. Lì il tenebroso Garko, nel racconto un fascista in fuga dall'Italia nell'immediato dopoguerra, saluta calosoramente Viola Velasco, giovane e bellissima cubana. (continua dopo il salto)

Intorno a mezzanotte la troupe di circa cinquanta persone, esausta, ha abbandonato la città dopo aver proiettato nel cuore degli anni Quaranta gli anziani che popolano i circoli. Nella mattinata di ieri l'assessore Flavio Maglio, duramente attaccato dalle opposizioni per aver fatto segare la segnaletica stradale della piazza, ha fatto ripristinare dai saldatori tutti i pali ed i segnali. “E' stato un lavoraccio ma ne è valsa la pena – dice – perché la Nardò “cubana” sarà presto vista da milioni di italiani”.
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