GALLIPOLI/NARDÒ/PORTO CESAREO - Nardò in mezzo a due bocche di fuoco: da una parte il depuratore di Gallipoli e dall'altra la condotta terrestre di Porto Cesareo con la Regione Puglia che adotta "due pesi e due misure" secondo Mino Natalizio e Paolo Maccagnano.
"E qui casca l'asino". E' proprio il caso di usare questa metafora per descrivere la paradossale posizione della Regione Puglia nei confronti delle soluzioni da adottare per risolvere le annose situazioni degli smaltimenti dei reflui di Gallipoli e di Porto Cesareo.
Infatti, apprendiamo dalla stampa che nell'incontro che ha visto partecipi, tra gli altri, il Sindaco di Gallipoli e il Presidente Vendola per affrontare la questione legata allo scarico sulla costa dei reflui del depuratore consortile gallipolino, il Governatore della Puglia si e' impegnato a risolvere il problema attraverso l'ampliamento della piattaforma di affinamento per puntare al recupero totale delle acque depurate, ad oggi garantito solo al 40%. Quindi, con il potenziamento dell'impianto di affinamento al 100% si punterebbe non solo, al riuso dell'acqua depurata per fini agricoli attraverso il Consorzio di Bonifica Ugento - Li foggi, ma anche per il suo utilizzo per il lavaggio delle strade, l'irrigazione del verde pubblico e per altri usi civici. A questo punto, lo sbocco a mare rimarrebbe per garantire eventuali emergenze.
Questa quindi, la soluzione della Regione, anche se da Gallipoli sembrerebbe che si continui ad insistere prioritariamente sulla realizzazione della condotta sottomarina quale mezzo per "salvaguardare e tutelare l'inviolabilità del mare", prima di sedersi a discutere di soluzioni definitive al problema. Come dire, aggiungiamo noi: intanto liberiamo la nostra costa dai reflui fognari attraverso una condotta sottomarina che li avvicini a quella di Nardò, poi si vedrà...
Comunque, quello che ci chiediamo, e che chiediamo alla Regione, è come mai il progetto di affinamento a Gallipoli si può realizzare mentre a Nardò e Porto Cesareo (dove lo abbiamo chiesto fino a "sgolarci") no. Questo, mentre l'AQP e la stessa Regione insistono nel voler collettare i reflui di Porto Cesareo nel recapito finale (a servizio anche del depuratore di Nardò) di Torre Inserraglio, andando così a scaricare a mare, un'enorme quantità di reflui fognari soprattutto nel periodo estivo, con conseguenze non possono lasciare certo tranquilli.
Intanto, speriamo che in tutto ciò, Nardò non faccia da "spettatore" e si attivi con incisività presso la Regione per far realizzare anche per il nostro Comune e per quello di Porto Cesareo quello che la stessa si è impegnata a fare per Gallipoli.
Noi X Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale
















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