NARDO' - Era il 1997. Ora emerge una nuova verità processuale che ribalta tutto quello scritto e detto fino ad ora: i due imputati sono assolti per non aver commesso il fatto. E quello che resta è che ci siano voluti sedici anni per affermarlo.
QUI LA STORIA E LE VECCHIE FOTO DEL LUOGO DELL'OMICIDIO
Un verdetto d’appello che ribalta la sentenza di primo grado in cui gli imputati erano stati condannati all’ergastolo. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola. De Simone torna dunque in libertà, mentre Fiorito è detenuto anche per altra causa.
Prevale la tesi difensiva dei legali di De Simone, gli avvocati Giampiero Tramacere e Pantaleo Cannoletta mentre sono state smentite le dichiarazioni di alcuni collaboratoti di giustizia: Salvatore Carmine Greco e Franco Vincenti. Proprio secondo i pentiti l'omicidio di Filieri sarebbe scaturito nell'ambito di contrasti legati alle attività criminali nel territorio di Nardò conseguenza dei passaggi dal gruppo facente capo a Durante a quello di Dell'Anna, considerato un tradimento.
Ma la storia della criminalità locale sarebbe smentita dai fatti perché, in quell’epoca e secondo la ricostruzione della difesa, cioè nell'agosto del 1997, i gruppi Dell'Anna e Durante non erano in conflitto tra loro. Nel corso del processo l'avvocato Tramacere ha documentato, attraverso i dati telefonici e le dichiarazioni dei testimoni sentiti nel corso del processo, come De Simone avesse un alibi di ferro per la sera dell'omicidio.
L'uomo, infatti, era in un club (assai distante dal luogo del delitto) a giocare a carte mentre Filieri veniva assassinato. La storia rientra in una delle più corpose indagini nei confronti della mafia leccese, avviate nel 2002 e imperniate intorno a 18 omicidi e 10 tentati omicidi commessi durante la guerra di mafia che determinò il cruento scontro armato per il controllo del territorio che, dal 1987 al 2002, vide contrapposti gli storici sodalizi leccesi della Scu.
L'omicidio di Uccio Grillo in via XXV Luglio. Quello di Antonio Filieri ai semafori di via Bonfante. Chi scrive li ricorda perfettamente entrambi e soprattutto il secondo, con quall'auto ferma all'incrocio pochi secondi dopo che l'uomo alla guida era stato freddato.
Un omicidio che sarebbe maturato anche nell’ambito del contrasto fra i gruppi presenti sul territorio di Nardò. Si tratta dell’assassinio di Antonio Filieri, ucciso il 2 settembre del 1997 in via Bonfante. Fu ucciso probabilmente per vendicare la morte di «Uccio Grillo» e per punirlo per essere transitato nel gruppo avversario. Ma oggi tutta questa impalcatura traballa.
















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