GALATONE – Sul presunto “canile abusivo” a Galatone, interviene la proprietaria, la docente in pensione, Annapia Rolli che lo definisce un “rifugio”, dove sono state accertate “alcune irregolarità, ma nessun maltrattamento di animali”.
La volontaria intende sottolineare che “i cani stanno tutti bene”, e che il suo lavoro da volontaria per realizzare il rifugio sia stato svolto “completamente a titolo gratuito”. “Tutto a mie spese, e che spese, e ora è messo a repentaglio da una denuncia in Procura.
Venerdì nel mio rifugio, su ordine della Procura, sono arrivate le guardie zoofile dell'Aeop di Nardò e i veterinari della Asl . Alla base dell'attività, il sospetto che vi fosse maltrattamento di animali, art. 544 ter del codice penale”.
E a questo punto evidenzia: “Non capisco a chi io dia fastidio. Tolgo dalla strada i cani più diseredati, gli abbandonati, quelli che non vuole nessuno. Li ospito nel mio rifugio a mie spese, non prendo nessun contributo da nessuno. Sono cani che altrimenti sarebbero o destinati al randagismo o a finire a carico delle casse comunali, che non disponendo di alcuna struttura sanitaria sarebbe costretto a sborsare dei soldi per mandarli nei canili privati. Sono state riportate tante inesattezze, ma le cose stanno diversamente”.
“Il rapporto della Asl in effetti parla chiaro: i 53 cani stanno tutti bene, sono vivaci e sani. A non essere a posto sarebbero invece i recinti e le coperture di alcune gabbie, in eternit. Irregolare anche la mancanza di autorizzazioni. In realtà non pensavo servissero autorizzazioni per una recinzione con una rete e dei paletti di metallo. Lo ammetto. Ma rigetto con forza le altre accuse. L'acqua viene cambiata ogni giorno, se si scurisce è perché i cani, accaldati, ci mettono dentro le zampe, sporcandola. Mi curo delle mie bestiole, sono anche regolarmente seguite dai veterinari, che hanno provveduto a sterilizzare maschi e femmine. Se è stata trovata una carcassa sepolta, è solo perché i cani muoiono naturalmente, non perché siano stati maltrattati”.
A prendere le difese della volontaria c'è anche Floriana Catanzaro, dell'associazione Nuova Lara di Lecce: “Succede che in posti dove non ci sono canili i volontari siano lasciati a loro stessi, abbandonati, costretti a pagare di tasca propria per cani che altrimenti sarebbero per strada o a carico del Comune. Peraltro ci risulta che il Comune di Galatone, non avendo una struttura comunale, conduca i randagi presso strutture private non autorizzate. Più che puntare il dito, ci sembra sia il caso di aiutare questa volontaria. Come associazione cercheremo di continuare a fare il possibile. Davanti a situazioni del genere bisognerebbe piuttosto mettersi una mano sulla coscienza”.
















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