NARDO' - L'attività di Marcello Risi, secondo Roberto Filograna, sarebbe stata tardiva e inadeguata.
E’ ormai noto il completo fallimento del Piano di Riordino Sanitario della Regione Puglia per gli anni 2010-2013, che ha particolarmente colpito la nostra regione e soprattutto il versante occidentale della nostra Provincia, dove con la chiusura dell’Ospedale S.Giuseppe –Sambiasi il rapporto posti letto/abitanti è stato abbattuto a meno di 3 posti letto ogni 1000 abitanti. Con ciò particolarmente penalizzata è risultata l’intera popolazione del territorio di Nardò che ha visto preclusa la possibilità di avere garantito un pur minimo livello di assistenza per le urgenze e le emergenze.
E’ anche sotto l’occhio di tutti che è stata fatta una mistificazione colossale quando si è voluto contrabbandare la chiusura dell’Ospedale S.Giuseppe – Sambiasi, a norma di sicurezza e perfettamente funzionante, con la prospettiva di sostituirlo con una Casa della salute e/o un Poliambulatorio di Medicina Territoriale attrezzato (“di terzo livello”, sic) capace di servire completamente e compiutamente un vasto bacino di utenza.
La medicina territoriale non è stata incrementata minimamente e qualora pur lo fosse stata, di certo, non potrebbe soddisfare, per la stessa tipologia delle prestazioni erogate, le richieste quotidiane urgenti di salute dei neretini. Un Punto di Primo Intervento e un Servizio di 118, a corto di personale e di mezzi, non possono essere evocati come sicuri garanti della salute degli abitanti e di quanti, soprattutto d’estate, popolano o percorrono numerosi il territorio.
La recente petizione di una parte degli operatori superstiti dell’Ospedale San Giuseppe-Sambiasi, indirizzata al Sindaco, avv. Marcello Risi, perché intervenga per assicurare alla popolazione almeno una struttura territoriale completa nei servizi, stigmatizza, ulteriormente, il fallimento completo dell’offerta sanitaria prevista per il nostro territorio nonché la desolante condizione in cui versano i lavoratori del settore nel nostro ex-Ospedale, preoccupati per la conservazione di un dignitoso posto di lavoro.
Non vogliamo credere – a quanto si dice - che la petizione al Sindaco sia stata richiesta e/o caldeggiata dallo stesso Primo Cittadino, perché se ciò fosse vero, dimostrerebbe ancora una volta l’inadeguatezza e l’incapacità dello stesso a difendere i sacrosanti diritti, anche minimi, alla salute dei suoi concittadini.
Per di più, a fronte della tragica condizione in cui versa l’assistenza sanitaria per l’urgenza e l’emergenza nel nostro territorio, appare certamente risibile la preoccupazione recentemente lamentata dal Sindaco quando ha “scoperto” che nell’ospedale di Nardò il servizio di Radiologia funziona solo al mattino e che una mammografia può essere evasa non prima del mese di dicembre 2013.
Un Sindaco che voglia assolvere al mandato popolare e, quindi, ai suoi compiti istituzionali, deve semplicemente fare quello che tutta la popolazione gli richiede e cioè pretendere, per onor di giustizia sociale, la riapertura dell’ospedale S. Giuseppe-Sambiasi con le 4 specialità di base. Non serve e, quindi, non deve sottoscrivere alcuna convenzione per ottenere un Poliabulatorio territoriale attrezzato, di cui la città è già dotata.
Chieda poi, insieme con noi, al nuovo assessore Gentile e al dr Cuomo, di venire a Nardò ad ispezionare - come promesso - il nostro Ospedale, per verificarne lo stato e le potenzialità, ma soprattutto per spiegare a tutti i cittadini il perché della sua chiusura e trasformazione in Poliambulatorio.
Se il Sindaco non vuole o non è capace di richiedere tutto ciò, abbia almeno il coraggio di spiegare ai suoi concittadini e ai suoi elettori il perchè di tale incomprensibile comportamento.
Dr Roberto Filograna
(Pres. Comitato Civico “Spes Civium” – Nardò)
















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