NARDO' - E' interessante questa disamina di Graziano De Tuglie, arguto come sempre. Appare singolare che l'interlocutore istituzionale non abbia sentito il bisogno di sentire la voce dell'ambientalismo storico e di convocarlo a dibattito.
Gli ambientalisti di “comodo”, “foglie di fico” al servizio di tutti tranne che dell’ambiente e della comunità cittadina.
Le cricche speculative continuano a ordire le loro trame a discapito di Nardò, del suo territorio, del suo paesaggio e dei suoi cittadini.
Dopo i cavalli di Troia che si annidano nell’amministrazione cittadina viene a galla il fenomeno degli “ambientalisti di comodo” che si accreditano presso organismi e consessi pubblici per orientarne le scelte in modo apparentemente conforme alla difesa del territorio ma che, in realtà, offrono spiragli agli interessi degli speculatori e colonizzatori che vogliono fare scempio del territorio di Nardò.
Si spendono per alternative che non hanno nessuna ragione di essere incrinando solo il fronte del rifiuto popolare a scelte dissennate, illogiche e pericolose.
Si prestano a fungere da ben misere “foglie di fico” per coprire le vergogne inconfessabili di chi vuole definitivamente affossare ogni sviluppo turistico del territorio neritino.
Perchè concentrare i reflui fognari di Porto Cesareo a Nardò significa qualificare la nostra città come fogna del Salento, indipendentemente dal percorso delle condotte che devono convogliare i liquami.
Nardò è già il recettore finale, nella vora delle Colucce e in quella della Notte, dei reflui pseudo-depurati di numerosi comuni salentini; aggiungendo anche Porto Cesareo si completerebbe il cerchio che porterà i turisti a scappare da Nardò per correre ancora più numerosi nei comuni vicini, Gallipoli e Porto Cesareo, che avranno facile gioco a denigrare le scarse garanzie igienico-ambintali della costa neritina.
In questo settore il Sindaco e il suo assessore sono inadeguati e devono ammettere un fallimento che è totale al punto che si affidano a mezzucci, come gli pseudo-ambientalisti di comodo, per fare passare quello che non hanno il coraggio di promuovere apertamente.
L’unico sviluppo che sanno perseguire è quello della cacca, ed abbiamo detto tutto.
Nessuna condotta sottomarina o terrestre deve passare e nessuna alternativa deve essere perseguita se non quella dell’affinamento per il riuso in agricoltura dei reflui di Nardò.
Porto Cesareo faccia altrettanto con i suoi, ma nel suo territorio. E i cittadini di quel comune cerchino di individuare e perseguire i responsabili della fatiscenza di un depuratore costato oltre tre miliardi delle vecchie lire e mandato in rovina senza mai essere entrato in funzione.
Associazione ambientalista FARE VERDE – Gruppo locale di Nardo’
















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