NARDO'/LEVERANO - Approda anche a Casarano l’inchiesta sugli appalti sospetti per la fognatura. Prima di Casarano sono state passate al setaccio le condutture di Gagliano, Leuca, Presicce, Spongano, Depressa, Specchia, Supersano e Lucugnano. Nei guai persone di Nardò e Leverano.
Ed emergono difformità rispetto al capitolato d’appalto. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Lecce hanno ispezionato - insieme al tecnico incaricato dalla Procura Massimiliano Bursomanno e ai tecnici di Aqp Luciano Orfino e Gaetano Salomone - i tronconi della rete fognaria di via Casaranello e via Magenta, nei tratti interessati dai lavori di sostituzione effettuati dall’azienda Icom.
Nella prima tratta esaminata erano ancora ben impresse le indicazioni sulla marca, sul materiale utilizzato e sulla rispondenza alle norme, oltre alla data di produzione (16 ottobre 2008). In via Magenta, nel tratto compreso tra via Canova e via D’Azeglio, sono invece emerse informazioni difformi relativamente alla data di produzione delle tubazioni: 9 maggio 2007 per il primo saggio, 24 maggio 2006 per il secondo. Sui tubi, inoltre, è stata rinvenuta un’etichetta adesiva riportante la data del 13 settembre 2006, sottoposta a sequestro perché ritenuta utile alle indagini. In prima analisi è emersa la mancanza di conformità delle lavorazioni, in particolare degli strati di bitume e dei materiali utilizzati per il riempimento. I tecnici e i militari avrebbero rilevato la presenza di grosse pietre e l’assenza di materiale stabilizzato, in contrasto con quanto previsto dal capitolato d’appalto.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Antonio Negro, è tesa a stabilire se le tubature posizionate dall’azienda vincitrice dell’appalto pubblico siano quelle previste dal capitolato. Prima di Casarano sono state passate al setaccio le condutture di Gagliano, Leuca, Presicce, Spongano, Depressa, Specchia, Supersano e Lucugnano. Il gip Simona Panzera ha concesso 6 mesi di proroga alle indagini che vedono coinvolti con le accuse di concussione, istigazione alla corruzione e abuso d’ufficio M. M., 48 anni di Leverano; V. A. e C. A., dipendenti di Aqp, 65enni residenti a Nardò; l’imprenditore L. F., 66enne di Ruffano.
















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