NARDO' - Gravida all’ottavo mese si reca in ospedale a Copertino in preda a forti dolori accompagnati da perdite ematiche. Il medico di turno del reparto di Ostetricia e ginecologia la visita, le prescrive un farmaco e la rimanda a casa. Quattro giorni dopo è di nuovo al Pronto soccorso del nosocomio copertinese con gli stessi sintomi. Ma ormai è troppo tardi.
Quel bimbo che aveva in grembo non vedrà mai la luce. Ora, tramite il loro legale di fiducia, Massimo Muci, i genitori hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica affinché siano accertate le cause e le responsabilità di quanto accaduto.
Se e chi, tra i professionisti che hanno seguito la donna nelle ultime e travagliate fasi della gestazione, ha ritenuto che quei sintomi non fossero un campanello d’allarme tale da richiedere un protocollo diverso da quello che è stato applicato. Il pubblico ministero di turno, Roberta Licci, ha quindi aperto un fascicolo e disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica che ieri mattina i carabinieri della Tenenza di Copertino hanno provveduto ad acquisire.
La donna, una neritina sposata e già madre di un bambino, era alla 32ma settimana di gravidanza e tutto sembrava procedere per il meglio. Da lì ad un mese la famiglia sarebbe piacevolmente aumentata con l’arrivo del secondogenito. Ma domenica mattina la donna comincia ad accusare dei dolori associati a perdite ematiche. Il marito, preoccupato, non esita a metterla in auto e percorrere i dieci chilometri che separano Nardò da Copertino.
Dopo pochi minuti la coppia è già al triage del Pronto soccorso dove i sanitari, constatato il quadro clinico, inviano la paziente alla divisione di Ostetricia per una consulenza specialistica. Qui, stando a quanto è dato di sapere, la paziente viene sottoposta a tutti gli accertamenti del caso, compresa una ecografia dalla quale sarebbe emerso che il feto era vivo.
Il medico rasserena la paziente, le prescrive un farmaco che la donna avrebbe assunto nei giorni seguenti e la rimanda a casa. Ma, a quanto pare, quel medicinale non contribuisce a modificare le sue condizioni. Sicché, giovedì scorso, alle 19, la signora é di nuovo al Pronto soccorso di Copertino dove esibisce la certificazione della domenica precedente.
I medici dispongono nuovi accertamenti specialistici in reparto. Ma, all’auscultazione i sanitari del reparto si accorgono che qualcosa non va. I battiti del feto sono scomparsi e c’è il rischio che la salute della madre possa subire delle complicazioni.
Nelle ore seguenti, quindi, la gestante viene trasferita in sala operatoria e sottoposta ad intervento chirurgico. La sua vita è fuori pericolo. Ma per la creatura che aveva in grembo non c’é nulla da fare.
















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