
NARDO' - In tre diverse occasioni tra la fine di giugno e gli inizi di Luglio, un allevatore di Nardò ha visto sparire dal proprio ovile 30 capi di bestiame (pecore e capre), asportate in orari diversi ad opera di ignoti che si erano introdotti nella sua proprietà sita in località “Pittuini” in agro di Nardò.
La Polizia di Nardo’, allertata dalla frequenza degli episodi, segnalati anche da altri allevatori, ha posto in essere uno specifico servizio di appostamento ed osservazione nel corso del quale, ieri, intorno alle ore 13:30, una volante ha notato un furgone Ducato di colore bianco transitare sulla statale Nardo’ Avetrana. Gli operatori, dopo averlo seguito senza perderlo di vista, si appostavano presso la rete di recinzione dell’ovile in argomento e precisamente nel punto in cui i malviventi avevano praticato uno squarcio nella rete di recinzione per potersi introdurre con il furgone. Ma, proprio mentre stavano entrando per compiere l’ennesimo furto, sorpresi dagli agenti, i ladri tentavano di darsi alla fuga a piedi nelle campagne, dove venivano bloccati.
I due malviventi, identificati per MAZZA Vito, trentaseienne pluripregiudicato di Manduria, conosciuto dalle forze dell’Ordine e Sorvegliato Speciale con obbligo di Soggiorno nel Comune di Manduria ed il trentaduenne DINOI Maurizio, anch’egli conosciuto negli ambienti malavitosi con precedenti specifici, anch’egli di Manduria, venivano arrestati per tentato furto aggravato in concorso tra loro e condotti agli arresti domiciliari a disposizione del P.M. della Procura della Repubblica di Lecce Dott. Antonio NEGRO.
Inoltre il MAZZA dovra’ rispondere della violazione degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale di P.S., mente il DINOI, dovra’ rispondere anche per la violazione dell’art. 116 per guida senza patente poiche’ mai conseguita.
Nel corso dell’attivita’ i due, messi alle strette dalle risultanze probatorie, oltre a confessare di essere giunti li per rubare un'altra decina di capi di bestiame, confessavano di essere gli autori degli altri tre precedenti furti e di aver trasportato gli ovini a Manduria in un podere nella disponibilita’ del MAZZA. A questo punto gli agenti del Commissariato di Nardo’ si recavano nelle campagne di Manduria ove venivano rinvenuti i capi di bestiame, provento furto, che, dopo essere stati riconosciuti come propri dall’allevatore derubato, circostanza suffragata dalla presenza di microchip di cui erano muniti i singoli capi, venivano restituiti.
















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