NARDO' - Gli oliveti centenari distrutti dal fuoco sono anche al centro di frodi comunitarie? Un neritino scrive al nucleo antifrodi comunitarie di Roma, reparto speciale dei carabinieri.
Si tratta dell'ambientalista Massimo Vaglio, responsabile regionale della lega italiana dei diritti degli animali (Lida) e da sempre in prima linea contro ogni tipo di scempio verso il territorio. In questa occasione porta sotto la lente d'ingrandimento gli incendi che divorano migliaia di olivi, il più delle volte piante secolari e di grande pregio.
Nella missiva di Vaglio, oltre ai piromani che sono gli esecutori materiali del disegno criminale, ovvero coloro che appiccano il fuoco alle sterpaglie, l'attenzione si sposta sui corresponsabili di tali episodi. "Il fenomeno degli incendi, stante le condizioni di abbandono o di negligente coltivazione in cui versano moltissimi oliveti, tende a causa della crisi che interessa il comparto olivicolo, ad aumentare di anno in anno. La scarsa redditività di questa coltivazione, infatti, induce molti agricoltori a limitare al minimo gli interventi colturali pur essendo percettori del premio comunitario all'olivicoltura che li obbligherebbe a rispettare la condizionalità prevista dalla Pac (politica agricola comune) che comprende anche gli interventi di aratura o di diserbo atti ad impedire lo svilupparsi di incendi. Basta fare un rapido sopralluogo per rendersi conto che il mancato rispetto delle condizionalità imposte dalla "Nuova Pac 2014-2020" in seguito al disaccoppiamento non vengono rispettate dalla maggior parte degli olivicoltori, ovvero da centinaia di percettori di premi comunitari.
Inutile dire, che tale negligente comportamento, oltre ad integrare il grave reato di frode comunitaria, sta portando al perimento di vaste aree olivetate e conseguentemente anche grave pregiudizio al paesaggio salentino. Il tutto - conclude con amarezza Massimo Vaglio -, nell'inerzia pressoché totale degli organi di vigilanza e controllo".
L'ultimo episodio, intanto, si è verificato sulla strada Nardò-Avetrana, poco dopo la masseria Bernardini. A farne le spese un gigantesco olivo, a un metro dalla carreggiata. Il fuoco è partito, con molta probabilità, da alcune sterpaglie rinsecchite sul ciglio della strada. Le fiamme hanno avvolto il tronco della pianta distruggendo parte della vegetazione e consumando l'albero dall'interno. I vigili del fuoco di Veglie, intervenuti alle 12, hanno prima spento l'incendio e poi lavorato a lungo con le motoseghe per poter bloccare definitivamente il fuoco. L'albero era come un grosso pezzo di carbone, con le fiamme pronte a ripartire appena svanito l'effetto superficiale dell'acqua.

Annalisa Quaranta
















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