GALATONE - I Carabinieri della Compagnia di Gallipoli questa mattina, hanno oggi tratto in arresto quattro soggetti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari, Dott. Carlo Cazzella.
Gli arrestati, MARZANO Giuseppe, PATERA Antonio e LANZILLOTTO Fabio, di età compresa tra i 29 ed i 47 anni, sono tutti originari di Nardò ma residenti in Galatone. I Carabinieri li hanno rintracciati, alle prime luci dell’alba, all’interno delle loro abitazioni. Nella stessa ordinanza veniva disposta la misura dell’obbligo di dimora a carico di M. A.
L’ordinanza si riferisce al tentato omicidio di Marco Caracciolo, avvenuto in Galatone, Via Vittorio Emanuele III il 28 ottobre 2012. Il Caracciolo, in quell’occasione, a seguito di una rissa scoppiata per futili motivi in Piazza S. Demetrio davanti al bar gestito dal MARZANO Giuseppe, era stato raggiunto da tre colpi di pistola all’addome ma, grazie all’immediato trasporto in ospedale, era riuscito a salvarsi.
All’epoca il reato aveva destato particolare scalpore nell’opinione pubblica galatonese, per l’essere avvenuto in pieno giorno, di domenica nelle vie del centro storico. Nell’immediatezza i carabinieri di Gallipoli avevano arrestato Mattia MARZANO, figlio del Giuseppe e fratello di quell’Antimo oggi fermati.
Le indagini condotte dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Gallipoli hanno permesso di stabilire, grazie all’analisi di un apparato di videosorveglianza posto in una via vicina nonché alle dichiarazioni di alcuni soggetti presenti nelle vicinanze, la sicura ed attiva partecipazione degli arrestati al tentato omicidio.
Infatti, dopo la sparatoria, non avevano esitato a picchiare selvaggiamente il corpo accasciato a terra del Caracciolo agonizzante. Fu solo per una fortunata coincidenza che, dopo essersi accaniti sul corpo accasciato a terra, il Caracciolo non fosse addirittura finito. L’arma si inceppò proprio mentre qualcuno dei presenti si apprestava a dare il fatidico colpo di grazia.
Inoltre, per tutti e quattro anche l’accusa di porto abusivo di arma clandestina, ossia l’arma impiegata per il tentato omicidio e ricettazione della stessa. Durante le perquisizioni di rito nelle abitazioni e nei locali nella disponibilità dei quattro soggetti, cui ha partecipato anche personale del Nucleo Cinofili di Modugno (BA) l’eccezionale fiuto del cane “Chan” ha permesso di rinvenire, in un circolo privato gestito dal LANZILLOTTO, anche 5 involucri contenenti 15 grammi di hashish, il che ha fatto scattare, per lo stesso, anche la denuncia per spaccio di sostanze stupefacenti.
Diversa la sorte che aspetta i tre arrestati. Il PATERA Antonio agli arresti domiciliari, mentre il MARZANO Giuseppe ed il LANZILLOTTO Fabio, la cui posizione è decisamente più grave, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Lecce a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
















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