COLLEPASSO - I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Lecce hanno notificato in data odierna, a carico di A.C., classe ’82, di Collepasso, un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (Art. 282 ter c.p.p.) del Tribunale di Lecce, G.I.P. Dott. Vincenzo Brancato, adottato a seguito dell’informativa di reato dei militari che compendiava le note vicende legate al giovane collepassese, noto alle cronache.
Il giovane, già nel 2011, fu tratto in arresto dai Carabinieri della locale Stazione proprio per atti persecutori nei confronti di una donna della quale si era invaghito a tal punto da perseguitarla. All’epoca, il suo atteggiamento nei confronti dell’oggetto del desiderio era diventato minaccioso e molesto, tanto da provocare nella vittima uno stato continuo d'ansia con correlati disturbi del sonno ed alterazione delle normali abitudini di vita.
Una situazione insostenibile per la donna che tempo fa ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri. L'epilogo della storia si consumò quella notte del 19 settembre 2011. Raggiunta l'abitazione della vittima, A.C., la minacciò ripetutamente. Esausta dagli atteggiamenti dell'uomo, fu costretta a richiedere l'intervento dei militari. A. C. fu sorpreso nelle immediate vicinanze dai Carabinieri e fu tratto in arresto.
Dopo un breve periodo trascorso in carcere, ad A.C. fu concessa la libertà con la prescrizione di non avvicinare più, per un periodo di tempo determinato, la giovane donna. Non pago, tra il 2012 ed i primi mesi del 2013, A.C. ha continuato ad essere invaghito di lei, continuando a seguirla e tormentarla. Lunedi 27 maggio 2013, il giovane arrivò sino a Lecce, dove la sua vittima stava trascorrendo la giornata.
La seguì sino alla fermata dei pullman e la sua furia persecutoria non si arrestò neanche di fronte ad un poliziotto penitenziario: voleva impedirle di salire sul pullman che l’avrebbe riportata a casa, la voleva tutta per lui, voleva che le obbedisse “non devi salire o t’ammazzo, scendi!”, le ripeteva afferrandola e trascinandola per un braccio. Riuscì a trascinarla per diversi metri, fin quando un poliziotto penitenziario fuori servizio intervenne per separare vittima e aguzzino.
Prontamente intervennero i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lecce che raccolsero le testimonianze dei presenti e la denuncia della vittima, oltre ad eseguire rilievi fotografici per repertare le lesioni sanguinolente riportate dalla giovane donna alle braccia.
L’uomo fu denunciato a piede libero per i reati di lesioni personali, violenza privata ed atti persecutori. Il Tribunale di Lecce ha disposto per lui il rinnovo della misura cautelare dell’avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
















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