NARDO’ - Sembrava ormai una realtà da accettare, da ingoiare a tutti i costi, anche tra la puzza nauseabonda e le tante criticità del progetto, sollevate dagli oppositori. Eppur qualcosa si è mosso. Nella mattinata di ieri sono arrivati i tanto attesi sigilli alla contestatissima centrale a biogas di Galatone.
Il sequestro preventivo si è registrato proprio a qualche ora dal confronto pubblico tra i realizzatori dell’impianto e la cittadinanza di Galatone. I proprietari della «Renewable Energy» Giuseppe Giliberti e Giorgio Gemma avrebbero dovuto illustrarne il funzionamento, e invece il corso delle cose è improvvisamente cambiato. E sull’episodio, Maria Teresa Corsi di Verde Ambiente e Società si è espressa in questo modo: «È evidente che qualcosa non va, aspettiamo la chiusura definitiva dell’impianto e, ovviamente il ripristino dei luoghi». Stupore ed entusiasmo anche per il movimento Cinque Stelle di Galatone che ieri mattina si è recato ai cancelli della centrale a «biomorte» , dove un mese fa aveva affisso uno striscione: «I tempi della giustizia sono brevi, se vuoi Giudice Mignone salvaci tu».
«La protesta ha ottenuto un primo risultato - dice Antonio Papa - e aspettiamo di conoscere le imputazioni per chiedere conto all'illuminato sindaco nostrano dello scempio ambientale a cui si è prestato senza mai coinvolgere i cittadini». Grande soddisfazione, inoltre, per il presidente del comitato, Crocifisso Aloisi che ha evidenziato le varie tappe della loro battaglia: «Dalla raccolta di 523 firme per un esposto alla Procura di Lecce all’integrazione con la richiesta dell’immediata convocazione della conferenza dei servizi. La raccolta, inoltre, di oltre 2500 firme di cittadini contrari all’impianto».
E se i reati contestati riguardano la violazione della normativa edilizia e ambientale, Aloisi ricorda come più volte abbiano chiesto di essere ascoltati in fase decisionale. «Abbiamo più volte invitato chi ci rappresenta - precisa – a darci delle garanzie sulle autorizzazioni vere, e non fittizie, per questo impianto». E da qui, il «muro di gomma» nell’amministrazione galatea. «Non possiamo dimenticare quella farsa del Consiglio Comunale all’aperto dove sono state evidenziate forti criticità anche di natura sanitaria con l’intervento del dottore Serravezza che non hanno avuto alcuna risposta». E ora, le risposte spettano alla magistratura.

















20 SETTEMBRE - GIORNATA DELLA MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI (IMI) NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO TEDESCHI ISTITUITA UFFICIALMENTE DALLO STATO ITALIANO
DEPAVIMENTAZIONE E INTERRAMENTO DEI CAVI TIM ED ENEL NEL CENTRO STORICO - A Nardò sembra tutto normale. Ma bisognerebbe intervenire.
Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
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PALIO DI SIENA del 16ago dedicato alla MADONNA DELL'ASSUNTA. Come per ogni anno si espone il Drappellone dello storico Palio che quest'anno ha suscitato indignazione e polemiche da parte dei senesi. IL...