NARDO' - Per un pugno di fiori. E' guerra di carte bollate tra una fioraia e l'Amministrazione comunale. La titolare di una attività commerciale di vendita di piante e fiori nelle vicinanze del cimitero ha presentato un ricorso al Tar di Lecce contro una delibera del consiglio comunale. I consiglieri, in una insolita condivisione d'intenti tra maggioranza e opposizione, il 23 aprile scorso hanno modificato il piano del commercio su aree pubbliche e istituito due postazioni per la vendita dei fiori, antistanti l'entrata principale del cimitero, nei giorni festivi e prefestivi, con orario di vendita coincidente con l'apertura e la chiusura al pubblico del cimitero. Due nuovi insediamenti da assegnare ad altrettanti soggetti interessati attraverso un successivo bando.
Quest'apertura dell'Amministrazione, però, ha scatenato la reazione della fioraia, titolare di un negozio dal 2002. I suoi avvocati, Fernando Barbara e Danilo D'Arpa, hanno presentato un ricorso al tribunale amministrativo di Lecce con la richiesta di sospensione cautelare dell'atto amministrativo e successivo annullamento. Pesanti le critiche avanzate dai legali contro il governo cittadino "eccesso di potere, schizofrenia e violazione del principio di completezza dell'azione amministrativa, difetto di istruttoria e inadeguatezza della motivazione". L'Amministrazione, oltre a non aver consultato preventivamente le associazioni di categoria (passaggio obbligatorio ma non vincolante, anche in caso di parere negativo) non avrebbe rispettato la scadenza del 31 gennaio di ogni anno per modificare il piano del commercio.
Un cavillo che si scontra con l'intenzione dei consiglieri, ovvero quella di favorire il libero mercato, creare occasioni di reddito per altri lavoratori e tutelare il consumatore finale. Diversa l'interpretazione dei due avvocati. Il rilascio delle due autorizzazioni, reso possibile da una delibera illegittimamente adottata, causerebbe un danno immediato e diretto alla fioraia che sarebbe costretta a subire una concorrenza sleale.
Si attende adesso la decisione del giudice e se sono rose fioriranno.
















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