PORTO CESAREO - Una nuova intimidazione o uno spavaldo dispetto nei confronti del sindaco cesarino Salvatore Albano: qualcuno passa dalla sua villetta e gli smonta, con le mani ed una pinza, una delle telecamere di sorveglianza installate proprio per conferire sicurezza alla zona.
A maggior ragione dopo gli attentati dinamitardi di cui è stato fatto oggetto in due occasioni: nel giugno ed a novembre dell'anno scorso. Nella prima occasione venne danneggiato il portone di casa con una bomba carta, nella seconda – ancora più preoccupante – seri danni vennero arrecati all'automobile della moglie del primo cittadino con un altro ordigno.
La pressione nei confronti del sindaco non si attenua. Ed in questo caso si tratta davvero di una spocchiosa provocazione, di un fatto veramente inquietante: le altre telecamere, infatti, ma anche la stessa che è stata danneggiata a rubata, hanno inquadrato un uomo giovane, dell'altezza di circa un metro e settanta, con cappello e visiera calata. Indossava anche un paio di grossi occhiali da sole.
Il giovane è arrivato davanti al villino, ha proteso le mani ed ha armeggiato con qualche attrezzo sulla telecamera di sorveglianza. Alla fine l'ha smontata, l'ha messa sotto il braccio, ha chiuso il giubbino che indossava e si è allontanato. Uno vestito così, per la verità, non poteva passare inosservato: occhiali scuri, giacca a vento, cappello calato con quel caldo ed alle 21 della sera. Così alcuni passanti hanno avvisato il sindaco Albano che si trovava praticamente a cinque metri dal “luogo del delitto”: nel giardino di casa sua in compagnia di altre persone. Gli hanno raccontato tutto e lui ha chiamato immediatamente i carabinieri arrivati in pochi istanti insieme con il comandante della stazione, il maresciallo Vincenzo Caliandro.
La situazione certamente non è chiara anche se ora c'è un singolare identikit dell'uomo che, probabilmente, ha anche a che fare con i precedenti episodi. Ma con i tempi che corrono si può ipotizzare anche l'azione “casuale” di un ladro che, in quel momento, aveva bisogno di una telecamera di sorveglianza. Magari inconsapevole che quella fosse proprio l'abitazione del sindaco da tempo sotto stretta osservazione.
















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